Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per associazione a delinquere e corruzione


Il 12.06.2024, dalle ore 09:57:14 fino alle ore 09:59:59, presso l’abitazione di CUFFARO Salvatore sita in Palermo in viale Scaduto veniva registrata una conversazione tra presenti (prog.2098) i cui protagonisti erano CUFFARO Salvatore, COLLETTI Roberto e IACONO Antonio. L’argomento principale era la stabilizzazione degli O.S.S. ed essendo presente COLLETTI Roberto (Commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliera Riuniti - Villa Sofia - Cervello) era evidente che quel concorso fosse riferibile proprio alla nominata struttura sanitaria.

Dalle parole pronunciate da IACONO Antonio (presidente della commissione esaminatrice del concorso) si apprendeva che questi aveva un ruolo centrale nella procedura in argomento (“…Mi… eh stavo facendo questo maledetto concorso… di O.S.S. ...”) e che proprio in quella giornata aveva interrotto, con una banale scusa, le operazioni di valutazione per partecipare all’incontro con COLLETTI e CUFFARO: “…e ora siamo alla valutazione che ho dovuto interrompere …ho detto ho un impegno con la ...incompr… con il reparto…”.

Dal canto suo, CUFFARO aveva ritenuto necessario rapportarsi simultaneamente con COLLETTI e IACONO per raccordarsi e fare un elenco dei candidati di proprio interesse che si sarebbero assicurati un contratto a tempo indeterminato (“…vorrei riaggiornare l’elenco…”).

Nel medesimo contesto, l’ex governatore della Sicilia, notando fra gli esaminandi un concorrente suo omonimo (per cognome, ndr) non esitava ad esternare preoccupazione per il fatto che avrebbe potuto attirare inopportune attenzioni (nel senso che si sarebbe potuta ipotizzare una parentela tra i due, ndr) sull’intero concorso. Per tale ragione chiedeva lumi ai presenti (“…ma c’è un CUFFARO… ma chi minchia e!?...”); IACONO riteneva che fosse stato lui stesso a segnalarglielo (“…E tu me lo hai dato!...”) ma CUFFARO ne prendeva le distanze: “…No …io CUFFARO non te ne ho dato …tu ce l’hai dato CUFFARO…”.

A quel punto era risolutivo l’intervento chiarificatore di COLLETTI il quale specificava che detto soggetto era stato caldeggiato da “…Carmelo… eh...” - “…Eh… Carmelo PACE...”.

CUFFARO, sollecitato dalle parole di COLLETTI, ricordava la questione, ma per scansare inutili e pericolosi abbinamenti con la propria persona, riteneva opportuno sincerarsi che questi non fosse di Raffadali: “…ah Carmelo te lo ha dato si… ma non è di Raffadali no!?…”.

COLLETTI, non era in grado di fornire una risposta certa al quesito dell’interlocutore (“…Penso di no!...”) generando ulteriore apprensione in CUFFARO che ipotizzava di sacrificare (come poi avrebbe effettivamente fatto) il candidato reo, suo malgrado, di avere in comune con lui una parziale omonimia.

Secondo CUFFARO, se il suo omonimo fosse risultato idoneo, avrebbe creato nocumento al suo progetto di fare vincere il concorso a soggetti di suo diretto interesse, motivo per il quale ne avrebbe parlato con Carmelo PACE che lo aveva segnalato: “…Gia il fatto che si chiama CUFFARO mi turba…non e che io...” - “… ma ci interessa a Carmelo o no?...” - “…Eh… io… va beh… oggi glielo dico…” - “…oggi… oggi ne devo parlare che non c’e…”.

Lo stesso IACONO, al riguardo, interveniva asserendo di averne parlato con Vito (RASO Vito, ndr) proponendogli di toglierlo dalla lista dei loro segnalati “…e gli avevo detto a Vito… lo cancelliamo questo nome…”.

L’esigenza di CUFFARO era quella di non attirare attenzioni sulla propria persona e fugare qualsiasi eventuale dubbio sul fatto che avesse il controllo sul concorso (“…perché se poi c’è CUFFARO e devono rompere la minchia perché dice che facciamo tutte cose noi altri...”).

COLLETTI, dal canto suo, concordava pienamente con la tesi del presidente (“…certo!… Certo!…” - “…Io pure ci avevo pensato...”).

In data 23 luglio 2024, alle ore 11:04, sull’utenza telefonica monitorata in uso ad ABBONATO Antonio, questo Reparto intercettava una conversazione telefonica (prog. 6338) con CIRILLO Stefano, il quale chiedeva notizie su CUFFARO poiché non gli rispondeva al cellulare. ABBONATO lo informava che CUFFARO era all’interno dello studio dell’appartamento di via Scaduto, intento a parlare con TOMASINO Giovanni Giuseppe, e che per tale motivo aveva lasciato il telefono fuori dalla stanza.

In data 31 luglio 2024, alle ore 16:50, questa P.G. intercettava una conversazione telefonica (prog. 7278309) tra RASO Vito e CUFFARO Salvatore durante la quale il primo fissava alcuni appuntamenti per il politico davanti al BAR COSTA.

CUFFARO, insospettito da alcuni movimenti notati alcuni giorni prima nei pressi di quel bar, ordinava al RASO di fissare gli appuntamenti davanti ad un altro esercizio commerciale, precisando il motivo di tale indicazione e cioé l’aver notato in una precedente occasione qualcuno o qualcosa che li aveva insospettivi (“…visto quello che abbiamo visto l’altra volta”).

Il 2 luglio 2024 nell’abitazione di Via Scaduto di CUFFARO Salvatore veniva registrata una conversazione ambientale310 tra questi, PACE Carmelo e TOMASINO Giovanni.

Prima di iniziare il dialogo, CUFFARO– come aveva fatto in numerose altre occasioni - invitava PACE a depositare il proprio cellulare all’interno di qualcosa non meglio specificato (“la dentro”) ma all’evidente di evitare eventuali captazioni in corso. […]

In data 09 ottobre 2024 alle ore 12.00, questa P.G. intercettava una conversazione ambientale (prog. 4957311) avvenuta all’interno dell’abitazione di CUFFARO Salvatore sita in via Scaduto tra quest’ultimo e OMISSIS.

Nella fattispecie il CUFFARO essendo consapevole della delicatezza delle informazioni che il DI CARLO avrebbe di li a poco riferito, lo invitava a lasciare il telefono all’interno di un cassetto (ah si … dai mettilo la dentro… mettilo la dentro…) e di non utilizzare la modalità aereo tanto non sarebbe servita ad impedire eventuali intercettazioni (Modalità non serve a niente… la… la lo puoi mettere… ah!…).

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