Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per associazione a delinquere e corruzione


Le attività tecniche sviluppate nell’ambito del P.P. 9567/2023 R.G.N.R permettevano, nel tempo, di documentare l’esistenza di una stabile struttura al cui vertice si poneva con tutta evidenza CUFFARO Salvatore, in grado di attuare una serie indefinita di condotte finalizzate a:

  • condizionare alcuni settori cardine dell’amministrazione regionale mediante condotte corruttive, di turbativa delle regolari procedure di gara e di quelle di assunzione del personale;
  • ottenere, in ultima istanza, l’ampliamento del bacino elettorale – talvolta in cambio di specifiche controprestazioni – quando non contributi economici per la Nuova Democrazia Cristiana.

Infatti, mentre per un verso il 15 maggio 2024, alle ore 15.50, dialogando telefonicamente con il giornalista BONACCORSI Giuseppe, della testata giornalistica “IL DUBBIO”, che poneva domande in merito ai vari attacchi politici di quel periodo, tutti riguardanti i “voti sospetti della mafia”, CUFFARO sottolineava che con lui “lo Stato aveva vinto”, in quanto si sentiva completamente “risocializzato e rieducato” e rispondendo alla domanda su cosa pensasse del tanto contestato “cuffarismo”, osservava che si doveva, invece, parlare di “cuffaresimo”, perche il “cuffarismo” rappresentava l’idea del ‘do ut des’ che non corrispondeva più ai principi ispiratori della sua nuova vita, mentre il “cuffaresimo” si occupava di “dare voce agli ultimi, di farsi carico dei bisogni dei disabili, di intervenire in favore del più debole”, contestualmente, nelle sedi opportune, e con gli idonei interlocutori, CUFFARO non mancava di disvelare tutto il proprio potere di influenza, garantito da un nutrito gruppo di fiduciari appositamente investiti di incarichi dirigenziali e non, che si adoperavano per eseguire le sue direttive ottenendo come utilità il prestigio attribuito alle proprie mansioni ed il relativo vantaggio economico.

In ambito sanitario, ad esempio, per dare maggiore enfasi al controllo esercitato sull’Asp di Enna e su Villa Sofia in relazione ad alcune gare d’appalto, il 30.04.2024 (Prog.1067), CUFFARO sottolineava “…queste due strutture…”- “…rispondono a noi…”, precisando che per la prima “…il Direttore Generale e amico nostro e non ci sono problemi...” e per la seconda “…COLLETTI e amico nostro e non ci sono problemi...”, cosi come ribadiva la propria influenza sull’Asp di Siracusa (“…CALTAGIRONE che è amico nostro…”).

Analogamente, il controllo del Consorzio di Bonifica 2 di Palermo – tramite il direttore Generale del TOMASINO Giovanni - veniva definito da CUFFARO e PACE Carmelo come la “valvola”, grazie alla quale, in effetti, il gruppo poteva intervenire sull’andamento delle gare d’appalto.

Le attività investigative sinora condotte consentivano di evidenziare come il “sistema CUFFARO” si muovesse prevalentemente su tre settori della pubblica amministrazione siciliana:

− il controllo della sanità siciliana attraverso propri uomini di fiducia, nominati – anche grazie al fattivo interessamento di CUFFARO – Direttori Generali presso importanti strutture ospedaliere siciliane (nel caso di specie COLLETTI Roberto, ZAPPIA Mario Carmelo e CALTAGIRONE Alessandro Maria, rispettivamente presso le A.S.P. di Palermo, Enna e Siracusa), in particolare:

· attraverso la manipolazione di concorsi pubblici, finalizzati a far accedere persone gradite al “sistema” o raccomandate;

· attraverso la turbativa di gare d’appalto, previa nomina e selezione delle commissioni di gara, al fine di agevolare la vittoria di determinati imprenditori “amici”;

− il controllo di alcune iniziative presso il Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali attraverso la Dirigente Generale DI LIBERTI Maria Letizia e il Capo Segreteria Particolare RASO Vito, finalizzato alla gestione di bandi di gara, finanziamenti pubblici ed autorizzazioni da veicolare ad “amici” o imprenditori vicini al circuito;

− il controllo e la gestione diretta dei bandi di gara indetti dal Consorzio di bonifica 2 di Palermo attraverso il Dirigente Generale TOMASINO, uomo di assoluta fiducia di CUFFARO;

Una vicenda particolarmente indicativa del “sistema (o, se si vuole, del metodo) CUFFARO” era quella che vedeva l’ex governatore attivato da alcuni soggetti del suo entourage per sfruttare le potenzialità occupazionali e finanche di finanziamento della Nuova DC offerte dall’annunciato inizio dei lavori di realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

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