Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo su questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa serie pubblicherà ampi stralci delle motivazioni della sentenza di secondo grado sul processo Montante


Frattanto, tuttavia, Montante aveva assunto posizioni di vertice all'interno di Confindustria di Caltanissetta, ma anche negli organismi associativi di Confindustria regionale e nazionale.

Era poi intervenuta la pubblicazione in data 9.2.2015 di un lungo articolo a firma dei giornalisti Francesco Viviano e Attilio Bolzoni, che rivelava l'esistenza di un procedimento penale in fase di indagini a carico di Montante per il reato di concorso esterno e che dava conto delle prime dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sui quali gli inquirenti stavano lavorando.

Erano in corso operazioni di intercettazione, disposte in quel procedimento, in parte confluite nel presente giudizio e riportate nella sentenza di primo grado. Da esse emergono i commenti alla diffusione di questa notizia.

L'indagine veniva, però, arricchita dalle dichiarazioni di altri due soggetti che erano stati molto vicini a Montante: Marco Venturi, titolare dell'azienda SIDERCEM, presidente di Confindustria Centro Sicilia e già Assessore regionale all'industria, membro sin dal 1993 di Assindustria Caltanissetta, l'associazione che prenderà poi il nome di Confindustria; e Alfonso Cicero, presidente dell'I.R.S.A.P. (istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive).

Costoro erano stati sentiti dagli inquirenti nisseni il 17.9.2015, dopo la pubblicazione di un'intervista a Venturi a "Repubblica" dal titolo "Trame e affari torbidi, la svolta antimafia di Confindustria e è solo un inganno".

Venturi aveva ricordato il suo ingresso in Assindustria nel 1993 su sollecitazione di Pasquale Tomatore, titolare di un'azienda di marketing che lavorava per la SIDERCEM, ed era quindi dentro l'associazione, quando Montante fu eletto Presidente dei giovani industriali nel 1996. Sia Venturi sia Tomatore ricordavano un'elezione senza dibattito interno e segnalavano che già da allora Montante

riusciva ad imporre le sue decisioni, sfidando in maniera autoritaria chi non era d'accordo con lui. Allo stesso modo, secondo quanto dichiarato da Tornatore, aveva imposto lo stesso Venturi come suo successore alla presidenza dei giovani industriali.

I documenti relativi all'ingresso di Montante in Assindustria, della sua elezione a presidente dei giovani industriali e del suo successivo sostegno alla nomina di Arnone nel comitato dei saggi non venivano rinvenuti presso la sede di Confindustria Centro Sicilia. E ciò, secondo il GUP, dimostrava la volontà di far sparire tutte le prove dei rapporti tra Montante e Amone in Confindustria.

Rosario Amarù, liquidatore di Confindustria Caltanissetta (l'associazione che sarà sostituita il 12.6.2012 da Confindustria Centro Sicilia che riunisce le provincie di Caltanissetta, Enna e Agrigento), aveva segnalato la lacunosità della documentazione, dovuta a diversi traslochi e a diversi furti subiti. Ma dai furti effettivamente denunciati nel passato, l' 1.4.1996 dal direttore di allora Tullio Giarratano, il 13.2.2008 dal direttore dell'epoca Giovanni Crescente, non risultava la sottrazione di documentazione.

Mentre Crescente nel verbale del 22.12.2015 aveva riferito di avere personalmente assistito al prelievo di documenti da parte di Montante per trasferirli in un suo locale di via Amico Valenti con il pretesto di metterli in sicurezza rispetto all'uso improprio che potevano farne i protagonisti delle precedenti gestioni dell'associazione.

Anche Maurizio Sapienza, dipendente di Confindustria Caltanissetta dal 13.2.1992 al 28.2.2013, aveva riferito che Montante aveva ordinato a Francesco Castorina, consulente del consiglio direttivo di Confindustria, e a Vincenzo Mistretta, consigliere tesoriere di sgomberare i locali di quei documenti, che furono collocati in 35 scatoloni e portati in un magazzino di Massimo Romano.

Le indicazioni di Di Francesco hanno ricevuto conferma nei documenti trovati dal giornalista Giampiero Casagni e pubblicati sul periodico "Centonove" il 12.2.2015; la Procura nissena, che non aveva rinvenuto questi atti negli archivi di Confidustria, aveva convocato Casagni, che aveva fornito all'ufficio copia del verbale di Assindustria Caltanissetta del 20.1.2001, dal quale si evinceva che Vincenzo Arnone, insieme a Carmen Pilato e a Massimo Romano, aveva fatto parte del Comitato dei "saggi" per l'elezione di Marco Venturi quale nuovo presidente dei Giovani Industriali di Caltanissetta succedendo a Montante.

E Montante aveva preparato una bozza di querela a carico di Casagni, accusandolo di essere coinvolto in un furto di documenti presso Confindustria, avvenuto nel 2007.

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