Il presidente di commissione chiariva quale fosse la sua vera convinzione sulla vicenda, che si ritiene superfluo commentare poiché fin troppo chiara: “…il Direttore Generale non sta aspettando la C.U.C.… ve lo dico io…[incompr.] lui sta aspettando una serie di equilibri che devono trovare… è chiaro che se accontenta uno oggi… scontenta altri e succede la valle per lui… quindi non è (...) sono questi gli equilibri… equilibri politici perché sono di qua e di la…”
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per corruzione
Nel corso del progressivo successivo (prog. 325), i presenti continuavano ad ipotizzare le strategie delle ditte concorrenti. La Mammino supponeva che la Pfe, pur di vincere avrebbe potuto applicare uno sconto molto alto, motivo per il quale le altre aziende temevano eventuali sorprese. Bordonaro riteneva, invece, che la Pfe fosse valida tanto quanto la Dussmann e la Mammino sottolineava che le ditte fossero già al corrente del punteggio paritario.
Russo replicava che per quanto concerneva il ribasso, le ditte avrebbero dovuto tenere conto della manovalanza e dei contratti di lavoro per cui si sarebbero, comunque, mosse entro un range molto ristretto. Inoltre, il presidente di commissione, come riportato nella parte trascritta integralmente, ribadiva ancora una volta di volere “…dal punto di vista amministrativo...” - “…mettere le carte apposto…” per tutelare la sua figura di “…presidente…”, sottolineando ulteriormente anche la necessità di riunirsi o quello stesso giorno (30 luglio 2024, ndr) o il giorno successivo (31 luglio 2024, ndr) per formalizzare il rinvio della gara (“…domani ci riuniamo che… possiamo riunirci anche oggi… andiamo avanti su sta cosa e rinviamo la data…”) specificandone anche la data (“… poi… la data la dobbiamo mettere… non possiamo mettere novembre… assolutamente…” - “… massimo possiamo mettere… giusto perché c’è agosto per [incompr.] possiamo mettere quindici… quattordici… sedici settembre…”) a meno che la RUP non avesse dato indicazioni di diverso ordine: “…poi se la cosa… se… allora… se il RUP si chiarisce le idee e ci scrive che dobbiamo soprassedere… buono… perché no… se il RUP non ci scrive e rimane cosi… che io sono sicuro che rimane tutto cosi… perché in agosto a Palermo sono tutti in vacanza… più che altro sono tutti in vacanza quindi [incompr.] siamo cosi…”. […]
Nel prosieguo (prog.357) della riunione, gli intervenuti continuavano a valutare diverse ipotesi per giustificare il rinvio della gara. Russo era dell’opinione che il Direttore Generale avrebbe dovuto interfacciarsi direttamente con lui, in qualità di presidente di commissione e quindi responsabile della procedura. La Di Mauro proponeva di andare a parlare di nuovo con il Direttore Generale e Russo asseriva di essere a conoscenza che qualcuno fosse già andato a parlare con il Direttore Generale per “rivalutare” e che, il rinvio di cui stavano discutendo, ne fosse la riprova. La Mammino spiegava ai presenti che il Direttore Generale avrebbe demandato a lei e alla Mammino il compito di portavoce con la commissione («…parlateci voi con la commissione…») facendo presente che avrebbe addirittura chiesto loro chi fossero i membri della commissione, lasciando intendere che fino a quel momento non avesse posto alcuna attenzione o interesse verso quella gara. Russo proponeva di riunirsi il giorno successivo e dare atto del rinvio al 15 settembre.
Seguivano varie in ordine alla procedura da seguire per cui ognuno dei presenti avanzava la propria proposta. […] La commissione commentava (prog.344) la decisione del Direttore Generale di bloccare la gara in itinere. Di Mauro riteneva che questi avesse valutato solo una parte della questione omettendo di prendere in esame anche la loro (della commissione e della RUP, ndr), ossia quella giuridica. Russo specificava che il DG non poteva bloccare la gara per telefono ma solo ed esclusivamente con avvisi formali. Russo ipotizzava di redigere subito il verbale di seduta del 31.07.2024, facendo risultare che l’incontro ci fosse stato, in realtà, il giorno successivo (aveva intensione di fare un falso sulla data della relativa seduta - fare risultare che la commissione si era riunita il giorno 31.07.2024, quando in realtà lo stavano facendo informalmente il giorno precedente, ndr).
A tal proposito Russo invitava Bordonaro a chiamare Fazzino Vito con l’intento di farlo partecipare all’incontro e di fargli firmare il verbale di seduta (del giorno successivo 31.07.2024, come se fosse stato redatto in quella data, ndr). Bordonaro, quindi, telefonava a Fazzino invitandolo a raggiungerli, senza però, nonostante gli fosse stato richiesto dall’interessato, spiegarne il motivo. […].
Nel progressivo successivo (prog.367) i presenti discutevano tra loro, in quanto in disaccordo sul come verbalizzare il rinvio della seduta. Continuavano (prog.359) a trattare l’argomento relativo alle modalità di verbalizzazione della seduta del giorno 31 luglio. Russo era dell’idea che “…la Cuc. fino a gennaio ancora non avrà aggiudicato…”, per cui era necessario comprendere se il D.G. Caltagirone Alessandro Maria avesse “…l’interesse di aspettare la Regione…” per cui avrebbero dovuto, eventualmente, procedere ad “…una serie di proroghe e qua si revoca…”.
In realtà, messa da parte la diplomazia usata fino a quel momento, il presidente di commissione chiariva quale fosse la sua vera convinzione sulla vicenda, che si ritiene superfluo commentare poiché fin troppo chiara: “…il Direttore Generale non sta aspettando la Cuc.… ve lo dico io… il Direttore Generale non sta aspettando la Cuc…[incompr.] lui sta aspettando una serie di equilibri che devono trovare… è chiaro che se accontenta uno oggi… scontenta altri e succede la valle per lui… quindi non è… non si preoccupa della Cuc… sono questi gli equilibri… equilibri politici perché sono di qua e di la… quindi in questo momento sono la bilancia…” - “ quindi lui in questo momento se va… si abbassa di qua se… e lui comunque avrà contraccolpi… lui praticamente deve cercare di mediare questa cosa… lui sbloccherà non quando lo dirà la Cuc… ma quando risolverà il problema a livello alto…” - “…questo è il suo problema… non e la Cuc…” - “…perché lui la Cuc. secondo me lo sapeva che c’era la Cuc….” - “…ma in realtà è un motivo politico…”. La Di Mauro quindi si prodigava alla redazione del verbale relativo alla seduta del giorno 31 luglio “…quindi… il trent… eh… l’anno… trentuno luglio…” - “…quindi la commissione prende atto del rinvio della seduta pubblica e si autoconvoca per le medesime operazioni il giorno diciotto settembre alle ore dieci…”. […]
Il contenuto della parte finale dell’incontro veniva registrato con il prog.379. Dalla disamina dello stesso emergeva chiaramente che i presenti firmavano un verbale senza specificare a quale data facesse riferimento. Seguivano commenti sulle volte che Motta Giuseppe e Mammano Gaetano si erano recati presso i commissari e la RUP per avere notizie in merito alla gara. Russo ribadiva che “…comunque... ci sono andati quei due... io lo sapevo che...” - “…ci sono andati quei due... ma prima già c'era andato… Papalini... una settimana fa... e si è trascinato Dussmann...” (facendo chiaro riferimento alle ditte Papalini e Dussmann che erano andate a parlare col Direttore Generale per far sospendere e rinviare la gara, ndr).
Inoltre, dall’ascolto emergeva che la R.U.P., il presidente e i membri della commissione avevano convenuto quanto formalmente sarebbe dovuto risultare nei verbali di seduta. In primis avrebbero fatto risultare che la commissione avesse appreso del rinvio della gara solo il 31 luglio (ovvero il giorno successivo, ndr), a seguito di comunicazione fatta dalla Di Mauro: “…comunque… io ve lo devo comunicare?... no voi state prendendo atto domani di questa…” - “…quindi e domani che lo scoprite…” [Di Mauro] - “...e una cosa di domani questo…” [Russo]. Fazzino, inizialmente, non riusciva a comprendere di quale verbale stessero parlando (“…ma scusa... ma questo verbale di quale stai facendo?...”) ed avuta conferma che si trattava di quello relativo al giorno successivo (“…di domani…” [Di Mauro] - “…di domani si…” [Russo]) chiedeva: “… quindi noi domani ci siamo visti?...” e Russo rispondeva affermativamente “…certo…”, chiarendo ulteriormente, qualora ve ne fossero stati dei dubbi, il falso che stavano ponendo in essere. A chiusura del verbale in argomento, Fazzino e la Mammino si sinceravano con la R.U.P., a scanso di errori, che avesse scritto la data giusta (che in realtà era quella falsa del 31.07.2024, ndr) “…Giusi controllala la data…” - “…il trentuno?...” [Fazzino] - “…e il trentuno vero?...” [Mammino] e lei gliene dava assicurazione “…trentuno luglio…”. […]
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