Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo su questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa serie pubblicherà ampi stralci delle motivazioni della sentenza di secondo grado sul processo Montante


Della capacità di influenza di Montante nella Guardia di Finanza discutono con ampiezza di dettagli Orfanello e Nazario Saccia, ex comandante del GICO presso il comando provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta, poi transitato all'ENI come responsabile Security della Divisione Refining & Marketing, nella conversazione intercettata il 28.1.2016, nel corso della quale Orfanello afferma che Montante "poteva fare veramente il padrone di casa" presso il comando provinciale di Caltanissetta, ma che egli aveva un grande ascendente anche sui livelli apicali del Corpo.

Anche altre persone informate dei fatti, come Giovanni Crescente, già direttore generale di Confindustria locale, e Gioacchino Borzellino, appartenente al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Caltanissetta, hanno confermato e specificamente circostanziato i rapporti qualificati di Montante con il gen. Saverio Capo lupo, comandante generale della Guardia di Finanza dal 2012 al 2016, e con il Gen. Michele Adinolfi, vice comandante generale sino al 2015.

Anche il file excel più volte citato contiene appunti su numerosi incontri con esponenti di vertice del Corpo; oltre a Capolupo e Adinolfi, anche il gen. Domenico Achille, dal marzo 2008 fino al 2012 comandante del comando regione Sicilia, il gen. Gibilaro, dal 2004 al 2008 comandante generale dello SCICO e poi nel tempo comandante provinciale di Catania, comandante provinciale di Roma e comandante regionale della Sicilia, il gen. Toschi, succeduto ad Adinolfi come vice comandante generale del Corpo, e poi comandante generale dal 29.4.2016, il gen. Carta, tra il 2012 e il 2013 capo di stato maggiore del comando generale.

Tutte queste relazioni di altissimo livello venivano ricordate da Orfanello nelle sue conversazioni con Saccia anche per sottolineare che i vertici della Guardia di Finanza invitavano i loro sottoposti ad "andare a braccetto" con Montante; Orfanello mostrava grande preoccupazione proprio per averlo fatto anche assiduamente e temendo che questo potesse procurargli gravi conseguenze ("mi finiscinu propriu di consumarimi").

I rapporti a livello locale tra Montante e Orfanello e tra Montante e Ardizzone sono stati descritti dal Cap. Antonino Costa, che prestò servizio alla Guardia di Finanza di Caltanissetta e che ha raccontato che al suo arrivo Orfanello ci tenne subito ad informarlo che gli industriali locali più importanti erano Montante, Romano e Venturi; successivamente il comandante provinciale Ardizzone chiese ad Orfanello davanti a lui se lo aveva informato su chi fossero gli imprenditori più importanti del luogo.

Inoltre la vicinanza di Orfanello a Montante era dimostrata dall'analisi del traffico telefonico tra loro (si pensi che l'ufficiale era stato trasferito da Caltanissetta il 25.6.2012 e tra il 27.12.2013 e il 17.9.2015 aveva avuto 85 contatti con Montante) e dai contenuti dei colloqui tra Orfanello e altri soggetti con i quali discuteva dei suoi rapporti con l'imprenditore di Serradifalco (ad esempio nella conversazione del 26.12.2015 tra Orfanello e la compagna Rosaria Tirrito, che era stata assunta al

Confidi mentre era presieduto da Romano e che da poco era stata licenziata, l'ufficiale rassicura la donna sulla possibilità di fare intervenire Montante al termine delle sue vicissitudini giudiziarie; o ancora nelle conversazioni con Nazario Saccia in cui l'ufficiale gli chiede di portare i saluti a Montante e discute di come incontrarlo nel prossimo futuro).

Ulteriori conferme il GUP ricavava dalle dichiarazioni di diversi appartenenti alla Guardia di Finanza, tra i quali il Mar. Domenico Bannò, il Mar. Salvatore Pimaci e il Lgt Daniele Zaffora, che hanno riferito che i rapporti confidenziali di Orfanello con Montante, ma anche con Romano e Venturi, erano nel loro ambiente fatto notorio.

Dalle conversazioni intercettate era emerso che Orfanello aveva mantenuto i contatti con Montante anche dopo il 2015, quando erano esplose le polemiche attorno all'indagine a carico dell'imprenditore di cui aveva dato notizia Bolzoni; in particolare il GUP riportava le conversazioni tra Orfanello e Saccia dalle quali si ricavava che Orfanello ribadiva la sua vicinanza e fedeltà a Montante e si attendeva da lui un intervento a sostegno. Orfanello difatti era stato sospeso dalla Guardia di Finanza in seguito ad una vicenda giudiziaria nella quale aveva riportato condanna per un reato di tentata induzione indebita.

Saccia era stato incaricato da Orfanello di parlare con Montante per fissargli un appuntamento, che l'ufficiale riteneva assai importante per il suo futuro. Il 28. l .2016 Saccia era riuscito ad incontrare Montante negli uffici di Confindustria nazionale ed aveva riferito a Orfanello in una conversazione intercettata che lo aveva trovato "...fresco come una rosa" e ciò, nonostante gli ultimi avvenimenti (il 22.1.2016 Montante era stato sottoposto a perquisizione). Per questo Orfanello commentava che Montante avrebbe dato risposte a tutti e, alludendo al fatto che sarebbe rimasto in posizioni di potere, auspicava che potesse dare una mano a lui per rientrare nella Guardia di Finanza o comunque per potersi sistemare.

Questo ottimismo in una successiva conversazione dello stesso giorno cedeva il passo alla convinzione, manifestata dai due, che "la carriera politica" di Montante doveva considerarsi conclusa; inoltre Saccia riferiva di aver detto a Montante che poteva disporre di due "soldati fedeli", riferendosi a se stesso e a Orfanello, ma che l'imprenditore aveva risposto che li considerava due amici; cosa che aveva contrariato Saccia.

Tutti questi elementi valevano, secondo il GUP, a sconfessare le dichiarazioni di Montante che sosteneva di non avere avuto alcun tipo di rapporto con Orfanello.

Inoltre argomenti di convincimento traeva anche dalle dichiarazioni di Cicero, che, pur non riferendo specifiche circostanze sui rapporti tra Orfanello e Montante, ha raccontato di avere incontrato l'ufficiale, dopo che era stato trasferito da Caltanissetta, e di averlo sentito lamentare del fatto che l'imprenditore di Serradifalco non gli rispondeva più al telefono e non lo cercava più.

Tale doglianza doveva considerare una conferma della preesistenza di rapporti ben più coltivati in epoca antecedente alla pubblicazione dell'indagine a carico di Montante, che, per questo, poteva avere assunto un comportamento più guardingo nel curare le sue relazioni.

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