Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo su questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa serie pubblicherà ampi stralci delle motivazioni della sentenza di secondo grado sul processo Montante


Il gup disattendeva la tesi difensiva secondo la quale De Angelis non aveva richiesto la raccomandazione di Montante per il suo trasferimento, ma si era limitato a chiedere a Di Simone di dargli notizie sull'andamento della pratica; evidenziava che il tono allusivo di Di Simone e il riferimento ad una persona nota ad entrambi che aveva grande rispetto per lui non poteva che alludere ad un soggetto che aveva fatto da intermediario.

Questa persona non poteva essere il dottor Vito Calvino, all'epoca direttore delle operazioni di polizia giudiziaria della DIA a Roma, che conosceva De Angelis e che lo aveva avuto come suo apprezzato collaboratore; a lui De Angelis si sarebbe effettivamente rivolto per ottenere una presentazione che accompagnasse la sua domanda e in effetti da lui la ottenne. Egli, però, si era limitato (come egli stesso ha dichiarato in sede di indagini difensive) a segnalare alla Direzione le sue qualità professionali senza poter tuttavia seguire le fasi successive del procedimento. E invece la conversazione con Di Simone mostra che De Angelis si attende da lui anche informazioni sulla tempistica.

Infine, il gup disattendeva anche la tesi difensiva che poggiava sul fatto che all'epoca in cui De Ange!is parlava con Di Simone del suo trasferimento, Montante era già caduto in disgrazia perché era passato oltre un anno dalla prima pubblicazione della notizia che egli era sottoposto ad indagini; e invece dal ben noto file excel e da altri elementi emerge che egli continuava ad intrattenere importanti e qualificati rapporti con esponenti delle istituzioni e con i vertici delle forze dell'ordine. Sicchè poteva certamente continuare ad essere l'interlocutore cui rivolgersi per ottenere una segnalazione come quella che si attendeva De Angelis.

La sentenza di primo grado riteneva inoltre che, oltre a questa promessa di interessamento, le altre utilità alle quali si riferisce il capo di imputazione consisterebbero nella scelta di Rosaria Sanfilippo, moglie di De Angelis, come segretaria da parte di Cicero all' ASI su suggerimento di Montante; incarico che, sebbene non aveva potuto comportare particolari miglioramenti di carattere economico, doveva comunque considerarsi un'utilità perché comportava l'acquisizione di un maggiore prestigio per la Sanfilippo nel suo contesto lavorativo.

D'altronde dagli appunti di Montante emerge che egli conosce De Angelis, visto che egli ha segnato il suo incontro con lui all'Hotel "The Grey" del 25.9.2015 e visto che ne risulta annotato anche un altro relativo al 30.12.2011 a Palermo alle ore 15,30 presso l'Hotel "DP" (cioè Hotel delle Palme), avvenuto con "De Angelis amico di Di Simone"; la tesi difensiva dell'incontro causale, esauritosi in un mero scambio formale di saluti, non è compatibile con la cura e il dettaglio dell'annotazione.

Che oltre ad un accordo corruttivo l'attività di sistematico accesso abusivo per fornire informazioni a Montante avesse origine da una stabile struttura associativa veniva tratto non solo dal numero degli accessi, dalla loro tempistica e dalla mancata predeterminazione quantitativa degli stessi (anzi dalla loro attivazione ad ogni ritenuta necessità), ma anche dal fatto che Di Simone e Graceffa in una conversazione del 2.5.2016 facevano riferimento ad una loro comune "cordata", che prescindeva anche dal cambio del Capo della Polizia. E che in quel periodo Montante non stava affatto perdendo potere lo ricordava in altra conversazione Di Simone, quando sottolineava che l'elezione a Presidente di Confindustria nazionale di Vincenzo Boccia, sostenuto anche da Montante, gli avrebbe consentito di mantenere potere.

Ulteriore elemento veniva tratto dalla conversazione del 19. 7.2016 tra Di Simone e De Angelis, nella quale i due commentavano il comportamento di Cicero e Venturi nei confronti di Montante e in questo contesto Di Simone allude chiaramente ad una squadra, quando, criticando Cicero perché mandava i link degli articoli contro Montante anche a Rosaria Sanfilippo, concorda con il suo interlocutore che su costei - nonostante il suo ruolo di segretaria particolare di Cicero - non ci potevano essere dubbi. Anzi Cicero e Venturi dovevano essere considerati degli sprovveduti se mandavano quei link anche alla Sanfilippo.

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