Marchese invitava l’interlocutore ad attendere l’evoluzione («…la situazione… semmai col sub appaltatore… in pratica se abbiamo qualche ritorno… perché sai… insomma… l’interesse è di tutti nell’avviare quella cosa… eh…») e Dammone, nel concordare, riteneva che il tutto doveva essere fatto «…il più velocemente possibile…»
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per corruzione
Il 30 settembre 2024 ore 12:19:47 Dammone Marco contattava (Prog. 2884) telefonicamente Di Mauro Giuseppa per chiedere i tempi di trasmissione - verosimilmente in riferimento alla richiesta delle giustifiche per la gara e la RUP replicava di essere oberata di lavoro e di aver inserito tra le scadenze del mese i propri adempimenti che avrebbe effettuato possibilmente in settimana,
tramite piattaforma. […]
Il giorno successivo, 01 ottobre 2024, dopo un infruttuoso tentativo di chiamata (Prog. 1184) delle ore 17:07:31 di Mammano Gaetano in direzione di Di Mauro Giuseppa - dal quale scaturivano solo squilli senza risposta - alle successive ore 18:42:30, quest’ultima lo richiamava (Prog. 1185) e riceveva un’ulteriore richiesta di incontro che fissavano per l’indomani pomeriggio. […] Effettivamente nel pomeriggio del 02 ottobre 2024 il confronto delle celle radio-base agganciate dalle utenze ***** e ****** in uso rispettivamente a Di Mauro Giuseppa e Mammano Gaetano, evidenziava tra le 15:36 e le 16:17 una sovrapposizione sulla citta di Siracusa ed in particolare, come di seguito meglio rappresentato, nell’area di Corso Gelone, sede della locale ASP. Inoltre, l’analisi delle conversazioni telefoniche intercettate sull’utenza in uso a Mammano faceva emergere che quest’ultimo alle ore 15:37:40 (Prog. 5962) riferiva alla sua interlocutrice (*DONNA 1*) di essere “…appena arrivato in questo momento a Siracusa…”. […]
Il 3 ottobre 2024, alle ore 11:08:16, Marchese Mauro telefonava (Prog. 2230) a Dammone Marco notiziandolo dell’arresto, per “…una serie di marchette… che insomma… ti puoi immaginare… sono venute fuori…” di *UOMO 44*. Dammone approfittava per rappresentare che relativamente a “…Siracusa…” stavano “…perdendo un attimo un po' di tempo nel chiederci le giustifiche…” nonostante fossero trascorse “…due settimane…” e “…non e che ci voglia tanto…” dicendo chiaramente di capirne anche “…le motivazioni…”. Il direttore gli chiedeva se ne avesse la certezza e Dammone gliene dava conferma specificando di avere acquisito il dato direttamente dal loro ufficio “…che prepara le giustifiche…”, appurando, nell’occasione, che le giustifiche erano, comunque, “…già preparate…”.
Il commerciale, inoltre, chiariva che, al momento, avevano “…mandato le delibere… e quindi il report delle… delle aperture…” e che “…nei verbali c’è scritto «…Si demandano le carte al RUP per gli atti conseguenziali…»…il RUP dovrebbe procedere nel stilare la graduatoria provvisoria e chiedere le giustifiche…”. Dammone aggiungeva che, tra l’altro, “…la commissione di gara…” aveva segnalato “…l’anomalia…”. A quel punto Marchese interrompeva il commerciale chiarendo che “…l’anomalia…” riguardava “…ovviamente… tutte le prime classificate…” - “… quindi noi… PFE… Papalini…” e che “…tutti quanti…” avevano “…superato come valutazione tecnica…” - “…e come valutazione economica i quattro/quinti… quindi siamo anomali… tutti…”.
Il commerciale continuava dicendo “…gli atti vengono trasmessi al RUP… il RUP procede dovrebbe procedere nella richiesta… se vuole… ma secondo me lo farà…” ribadendo che, a suo avviso “…mi sembra…”, il RUP “…stia perdendo tempo… a tutto vantaggio…” motivo per il quale intendeva fare “…un passaggio con Sergio… cosi… per condividere questo pensiero…” (Mazzola Sergio, ndr). Il direttore di filiale concordava appieno con l’idea di fare “…un passaggio con Sergio… per condividere questo pensiero…” - “…gli spieghi che noi stiamo attendendo…” – “…che abbiamo già le nostre giustifiche pronte… pero… finche il RUP non ce lo chiede formalmente… non possiamo fare niente…” suggerendo, altresì, di “…fare un passaggio con Ferdinando…” - “…per informarlo…” - “…aggiorna anche lui su questa cosa… cosi siamo tutti allineati…” - “…perché gli spieghi che noi siamo pronti… che stiamo attendendo… pero se il RUP non ce le chiede formalmente… non possiamo fornire nulla… ovviamente no…” e ribadendo, ancora una volta, che sarebbe stato necessario coinvolgere “…Mazzola…” - “…perché se poi lui sarà… no… il nostro subappaltatore…” - “…su questa cosa… e bene che sia informato…”. […]
Il 7 ottobre 2024, alle ore 15:58:33, Marchese Mauro veniva contattato telefonicamente (Prog. 2296) da Dammone Marco. Il direttore di filiale richiedeva aggiornamenti su eventuali novità e il commerciale rappresentava di essere “…in attesa che arrivi da Siracusa la… la giustifica… che ancora non arriva…” - “…la richiesta di giustifica…”. Ad esplicita domanda di Marchese, il commerciale chiariva che non era “…arrivato niente…”, aggiungendo, tra l’altro, che lui aveva “… fatto tutti i passaggi…” che doveva fare ovvero “…quelli che ci eravamo detti…” (l’incontro con Mazzola Sergio e con Zambuto Marco, ndr) precisando di avere “…sollecitato anche il RUP venerdì…” (Di Mauro Giuseppa, ndr), rappresentandole che erano “…già passate due settimane…”. Marchese chiedeva se avesse fatto “...il passaggio con… quell’atro signore…” e Dammone gliene dava conferma ribadendo di avere “…fatto il passaggio con tutti…” e nello specifico con “…i due… quelli che ti avevo detto…” (l’incontro con Mazzola Sergio e con Zambuto Marco, ndr).
A tal riguardo chiariva che “…il palermitano mi ha confermato che nel fine settimana… ha rappresentato quanto gli ho detto…” - “…la situazione…” e che l’altro, invece, si sarebbe giustificato dicendogli «…se me l’avessi detto prima…» pur fornendo la propria disponibilità col successivo incontro che avrebbe avuto con terza persona n.m.i. (Mazzola Sergio avrebbe dovuto incontrare nuovamente Romano Francesco Saverio, nr). A quest’ultime parole Marchese ribatteva “…l’avessi detto prima!... eh eh eh… stiamo tutti fermi…questi non fanno un cazzo!… eh eh... va bene…”.
Marchese invitava l’interlocutore ad attendere l’evoluzione (“…la situazione… semmai col sub appaltatore… in pratica se abbiamo qualche ritorno… perché sai… insomma… l’interesse è di tutti nell’avviare quella cosa… eh…”) e Dammone, nel concordare, riteneva che il tutto doveva essere fatto “…il più velocemente possibile…”. Dal canto suo, il direttore di filiale, conscio che “… il canale… ovviamente…” era “…quello li…” e che non avrebbero potuto “…imporre nulla…” suggeriva di cercare “…di parlare e di spiegare che… insomma… noi siamo pronti…”. Il commerciale ipotizzava il rischio “…di rimanere col cerino in mano…” e Marchese invitava, una volta, Dammone a contattare “…Mazzola… comunque… domani…”. Il commerciale specificava di averlo “…già sentito oggi… l’ho risentito…” e di avergli chiesto se avesse “…fatto tutti i passaggi…” avendone rassicurazione.
Nonostante le notizie confortanti, Marchese riteneva necessario fare “…un passaggio…” - “… dopodomani…” - “…mercoledì…” - “…attraverso Ferdinando…”, chiarendo che era necessario provare “...in tutti i modi perché i tempi sono… stretti…” e devono “…cercare di avviarla quanto prima…” pena il rischio di fallimento. Con tono leggero aggiungeva “…gli altri dieci milioni… se
non siamo capaci di farli partire… niente cena…”. In conclusione, Marchese invitava Dammone a contattarlo laddove ci fossero state “…novità… qualunque cosa su Siracusa…”. […]
Il 19 novembre 2024, alle ore 14:10:58, Marchese Mauro, che era in compagnia di *Dipendente Dussmann 1*, telefonava (Prog. 2973), in vivavoce, a Dammone Marco. Nei primi minuti la conversazione era a carattere scherzoso e personale. A partire dal min. 03:12 l’attenzione si incentrava sulla persona di Zambuto Marco e Cuffaro Salvatore che nell’occasione venivano apostrofati, il primo come “…vota Antonio… vota Antonio…”, il secondo con il nome di “… Antonio…”. Nel particolare, Marchese chiedeva a Dammone, riprendendo il discorso relativo a “…vota Antonio… vota Antonio…” di cui avevano parlato minuziosamente il giorno precedente (“…senti ma… tutta quella cosa che mi hai spiegato ieri molto doviziosamente di vota Antonio vota Antonio che ti aveva raccontato come erano andate le cose…”) se fosse realmente certo che le cose raccontategli da Zambuto Marco rispondessero al vero “…non ti ho avuto modo di chiedere… ma tu sei veramente convinto che siano andate così?... perche mi sembra una ricostruzione… tutto plausibile per carità… ma un po' fantasiosa… perché ci ripensavo poi su quello che ci siamo de… o meglio che tu mi hai raccontato no…”. Nel continuare, Marchese faceva comprendere chi fossero i soggetti interessati dall’argomento e i fatti che li riguardavano.
Nello specifico parlava di Cuffaro Salvatore che, a dire di Zambuto, aveva trovato una linea comune con Romano Francesco Saverio per favorire la vincita della Dussmann nella gara ponte per l’ausiliariato presso l’ASP di Siracusa “…eh… insomma… che quel signore poi si sia prodigato abbia parlato con l’altro… abbiano trovato una linea comune… insieme abbiano agito nel
benessere eccetera eccetera… mha…” evidenziando che, a suo avviso, la questione fosse poco credibile “…non ti sembra un po' troppo fantasioso?...”. Il commerciale, a differenza del direttore di filiale, trovava plausibile un equilibrio del genere (“…io credo che… abbiano… siano arrivati ad un patteggiamento… un pari…”) ma Marchese continuava a non esserne affatto convinto “…il we - we non esiste li… nel senso… o l’uno o latro…”. A quel punto del discorso, il direttore di filiale tirava in ballo anche la figura di Aiello Ferdinando che “…Ferdinando il maragià…”.
Oltre a ripetere di non essere convinto del racconto di Zambuto, specificava di non credere nemmeno alle parole di Aiello poiché, anch’egli, nella vicenda Dussmann, aveva fatto una ricostruzione dei fatti e delle figure di Romano Francesco Saverio e Cuffaro Salvatore, a proprio piacere (si rammenta che Aiello, secondo le parole di Marchese, aveva lasciato intendere che Cuffaro, per la vicenda dell’ausiliariato non avesse contribuito a favorire la Dussmann ma che avrebbe fatto il doppio gioco perorando la causa di un’altra ditta n.m.i). Nonostante quella premessa, pero, Marchese, avendo preso parte al processo che aveva favorito la vittoria della Dussmann, era riuscito a constatare di persona quanto fatto da Aiello e da Romano Francesco Saverio a favore della Dussmann “…sono scettico su questa cosa che sia andata veramente cosi perché poi non credo neanche a quello che racconta Ferdinando il maragià la… che insomma… capito… si vende quello che vuole… pero… eh… anche perché lui… insomma… ha dato una lettura… tutto pro domo sua insomma… pero devo dire la verità… io ho partecipato a una parte del processo eh… con lui… quindi ho visto che c’è stato un effettivo interessamento… che c’è stato… sono state delle azioni… quindi tutto coerente con quello che più o meno diceva lui…”
Proprio in virtù di quanto aveva appena asserito, quanto raccontato da Zambuto Marco a Dammone, risultava ancora meno credibile agli occhi di Marchese: “…pero ho difficolta… a…” - “…a credere a quella ricostruzione che ti ha dato vota Antonio vota Antonio che in realtà mi sembra un po' più… improbabile… anche perché non ho visto niente dall’altra parte io sono stato nella… nel filo capito…”. Il direttore di filiale teneva a precisare che tra il duo Aiello/Romano e Cuffaro prediligeva senza dubbio quest’ultimo “…tieni presente che a me… Marco lo sai…” - “…mi sta più simpatico Antonio insomma di altri no…”.
Dammone, sposando la tesi di Zambuto Marco riteneva che Cuffaro e Romano avessero agito parallelamente per lo stesso fine, ovvero di favorire la Dussmann: “…una volta chiariti… una volta chiariti… dice «vabbè muoviamoci insieme»… che può essere anche un muoversi su due binari eh… dice «vabbe»… muovendosi su due binari…”.
Marchese evidenziava “…ma io… io guardano i risultati poi… i numeri…” - “…eh… eh… li… e un’operazione… se è stata fatta molto delicata… perché…” - “…e anche molto complessa da fare… nei termini che stiamo dicendo… no…” e Dammone gliene dava piena conferma “…è stata fatta molto bene…” - “…si… si è stata fatta bene… i… io… i due spaiati non li ho mai visti… ti dico la verità… i due… da andare uno contro l’altro non li ho mai visti…” lasciando chiaramente intendere che Cuffaro Salvatore e Romano Francesco Saverio avevano saputo cooperare, come sempre, in piena sinergia. Relativamente alla figura di Aiello (“…il terzo presente la sul territorio…”), Dammone lo inquadrava come “…uno molto avventato…” e Marchese era della stessa opinione “…si… si… quello… quello si…”. Marchese, cambiando discorso, ricordava a Dammone di fare un passaggio alla CUC per comprendere se stessero facendo delle verifiche n.m.i. di cui avevano parlato di persona il giorno precedente: “…vabbè senti…tu ricordati…” - “…in pratica che devi fare quel passaggio…” - “…alla CUC…” - “…per cercare di capire un po’… se effettivamente… diciamo… se… stanno facendo delle verifiche… dei controlli di quella natura che dicevamo ieri…” Al riguardo, Dammone, si lasciava sfuggire la vera motivazione per cui avrebbe dovuto fare un passaggio alla CUC “…verificare quell’attendibilità…”. […].
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