«Tutto fa pensare che si sia trattato di un attacco terroristico di matrice islamista», ha confermato nel primo pomeriggio il ministro degli Interni tedesco Dobrindt. La polizia tedesca ritiene di aver identificato almeno una persona sospettata di aver lanciato sabato sera il furgone contro la folla al Pride di Berlino. Secondo le prime ricostruzioni, il sospettato, Abdul B., era classificato come una «minaccia» islamista. Le autorità di sicurezza lo consideravano radicalizzato e incline alla violenza. Si presume che avesse tentato di recarsi in Siria per unirsi all’Isis. La polizia ha diramato un avviso alla popolazione, in cerca del fuggitivo. Secondo le informazioni di rbb, il presunto colpevole, che si era dato alla fuga, sarebbe poi stato ucciso questo pomeriggio, a colpi d'arma da fuoco durante un'operazione di polizia in un complesso di orti urbani a Spandau.

L’attacco al Pride ha ucciso una donna e ferito almeno altre 29 persone. Nessuno – a differenza di quanto comunicato durante la notte – sarebbe in pericolo di vita, «al momento», ha informato il portavoce della polizia, Florian Nath. Trenta testimoni dell’accaduto, sotto shock, sono stati soccorsi sul posto. 

Questa mattina la reazione di Giorgia Meloni: «Esprimo, a nome del Governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino. L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco».

Il sospettato

Qualche ora dopo l’assalto, il portavoce della polizia ha riferito che un presunto responsabile, «noto alle forze dell’ordine e legato all’ambiente islamista di Berlino», sarebbe stato identificato tra i presunti responsabili. Sempre la polizia ne ha diffuso la foto, invitando la popolazione ad avvisare immediatamente le autorità qualora lo incontrino: «Potrebbe essere armato e pericoloso!».

Sulla sua identità, sappiamo – dalla polizia e dalla procura di Berlino – che si tratta di un 21enne, Abdul B., indagato per «sospetto di aggressione».

Secondo le informazioni ottenute questa mattina da SZ, NDR e WDR, il sospettato, Abdul B., era classificato come una «minaccia» islamista ed era considerato dalle autorità tedesche come radicalizzato e incline alla violenza. Si presume che avesse tentato di recarsi in Siria per unirsi all’Isis. Era stato arrestato a fine 2025 all’aeroporto di Berlino, al suo rientro dal Libano, e a detta degli inquirenti era stato trattenuto in custodia cautelare fino a maggio di quest’anno con l’accusa di aver preparato un attentato terroristico.

Tra i tanti elementi che restano da chiarire, vi è il ruolo effettivo di questa persona durante l’attacco (se ci fosse lui alla guida del veicolo ad esempio).

L’attacco di sabato sera

L’attacco è accaduto dopo una giornata di festa, con concerti sfilate e musica, intorno alle 22, quando un furgone è entrato nel parco di Tiergarten e ha investito la folla. Polizia e procura hanno chiesto aiuto per rintracciare il presunto responsabile dell’attentato, identificato come Abdul B. di 21 anni, diffondendo una foto online. Secondo le autorità, l’uomo alla guida del furgone avrebbe ferito diverse persone, una delle quali è poi morta. Una o più persone sarebbero poi scese dal mezzo e avrebbero anche – sostiene la polizia – ferito delle persone con armi da taglio.

La polizia ha dichiarato di essere alla ricerca di «uno o più individui» che hanno abbandonato il veicolo, descritto come «un veicolo bianco, un minivan o un piccolo Suv», rimasto distrutto nell’impatto contro un albero. 

La polizia, ha fatto sapere il portavoce Florian Nath, ha dispiegato ingenti rinforzi con unità provenienti anche da altre regioni, elicotteri dotati di termocamere.  

Reazioni

«Un atto abominevole», lo ha definito dal primo momento il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha chiesto un’indagine completa. Il cancelliere e il suo ministro dell’Interno «lavoreranno con particolare determinazione per indagare a fondo su questo atto abominevole e garantire che venga punito», ha dichiarato un portavoce in una prima nota.

«Un’aggressione alla nostra società», ha poi scritto Merz su X, promettendo che sarà perseguito «con tutta la durezza» prevista dalla legge. «Siamo aperti e amiamo la libertà, e continueremo a preservarla e a difenderla». «Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo festeggiavano pacificamente il Christopher Street Day. Volevano che convivessimo nel rispetto e nella tolleranza», ha aggiunto.

Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, secondo quanto riporta il quotidiano Bild, è in viaggio verso la capitale: nel pomeriggio è prevista una sua visita al Tiergarten per valutare la situazione insieme al sottosegretario all’Interno di Berlino, Christian Hochgrebe.

La reazione pubblica del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron: «Profonda commozione e solidarietà dopo il vile attacco contro l'evento del Christopher Street Day a Berlino. I nostri pensieri vanno alle vittime, ai loro cari e al popolo tedesco. Di fronte all'odio e alla violenza, la nostra risposta sarà sempre unità, libertà e fermezza».

© Riproduzione riservata