Dalle intercettazioni in mare o dagli arresti arbitrari in Tunisia, all’industria del sequestro nelle prigioni libiche. La ricerca rivela un sistema che mercifica le persone
Gabbie, recinti metallici, hangar militari usati come luoghi di tortura, deportazioni su camion normalmente destinati al trasporto di bestiame, aborti indotti, perquisizioni umilianti in pubblico. La violenza sessuale come strumento di dominio, per esercitare controllo e redditività delle operazioni di tratta. O, talvolta, usata come ricatto per ottenere la libertà. Corpi considerati disponibili. Non sono testimonianze di secoli fa, ma racconti di persone migranti ridotte in condizioni di schia

