Morgan McSweeney, il capo di gabinetto del primo ministro britannico, ha annunciato le dimissioni dopo aver consigliato di nominare il politico britannico ambasciatore a Washington, nonostante i legami con il finanziere americano. Il premier perde il suo ultimo scudo e i labouristi sembrano pronti a cambiare cavallo
Si è dimesso il braccio destro del primo ministro Keir Starmer, mentre il leader britannico sta affrontando quella che è ampiamente considerata la crisi più grave dei suoi 18 mesi al potere a causa della sua decisione di inviare Peter Mandelson a Washington nel 2024 come ambasciatore.
Il capo di gabinetto del primo ministro britannico, Morgan McSweeney, ha gettato la spugna e ha annunciato le sue dimissioni domenica, dopo aver «consigliato» al primo ministro di nominare Peter Mandelson ambasciatore a Washington, nonostante i noti legami di Mandelson con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein.
La situazione nel Labour
«Dopo un’attenta valutazione, ho deciso di dimettermi dal governo. La nomina di Peter Mandelson è stata un errore... Quando mi è stato chiesto, ho consigliato al primo ministro di procedere con questa nomina e mi assumo la piena responsabilità di tale consiglio. La decisione ha danneggiato il nostro partito, il nostro paese e la fiducia nella politica stessa», ha dichiarato McSweeney in una dichiarazione scritta.
Le dimissioni non erano affatto pianificate al punto che il governo non ha ancora un successore pronto mentre solitamente c’è un avvicendamento immediato per tali cariche apicali. Ora il premier perde il suo ultimo scudo e il Labour è pronto a cambiare cavallo. Si fanno già i nomi dei due possibili successori di Starmer: Angela Rayner (ex vice premier) o Wes Streeting, entrambi capaci di raccogliere i consensi utili al cambio al vertice. Rayner, però potrebbe dover aspettare l’esito di una inchiesta del Fisco inglese se Starmer si dimettesse.
Il caso Mandelson
Il governo di Starmer è coinvolto in una crisi senza precedenti a seguito delle ultime rivelazioni sui legami di Mandelson con il finanziere americano, scomparso suicida in carcere secondo la versione ufficiale nel 2019. Mentre alcuni deputati, anche all’interno del suo stesso partito, chiedono le sue dimissioni da Downing Street, il suo capo dello staff è stato particolarmente sommerso da critiche per aver suggerito la nomina di Mandelson ad ambasciatore a Washington.
Keir Starmer aveva nominato l’ex ministro e Commissario europeo a questo incarico altamente strategico nel dicembre 2024, in concomitanza con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, ma lo aveva prontamente licenziato nel settembre 2025 in seguito alla pubblicazione di documenti sul caso Epstein che rivelavano l’entità dei suoi legami con il condannato per reati sessuali.
Poi la svolta: nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno riacceso la polemica, rivelando che Mandelson avrebbe trasmesso informazioni riservate relative al salvataggio della Grecia da parte dei paesi euro nel 2010 a Jeffrey Epstein, in particolare durante il suo mandato come segretario alle attività economiche nel governo laburista di Gordon Brown tra il 2008 e il 2010. Sia il governo Starmer, sia Gordon Brown hanno denunciato a Scotland Yard il comportamento di Mandelson.
La polizia britannica ha aperto un’indagine e venerdì ha perquisito due indirizzi collegati a Peter Mandelson, uno nel sud-ovest dell’Inghilterra e l’altro a Londra precisando che stanno cercando un uomo di 72 anni.
Questa settimana, Keir Starmer ha cercato di salvare il suo governo davanti alle telecamere dichiarando di essersi pentito di aver nominato Mandelson e si è scusato con le vittime di Epstein, ma ha sostenuto di non essere a conoscenza della portata dei legami tra il suo ex ambasciatore e il condannato per reati sessuali.
A Downing Street, Morgan McSweeney era considerato il capo stratega del partito Laburista, un’eminenza grigia di Keir Starmer. McSweeny è stato nominato nell’ottobre 2024 a capo dello staff, tre mesi dopo il ritorno al potere del partito laburista.
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