Fabrice Leggeri, ex direttore dell’Agenzia europea per il controllo delle frontiere e attuale eurodeputato per il Rassemblement National, è accusato di complicità in crimini contro l’umanità e torture. A riportare la notizia sono i media francesi, secondo cui la Corte d’appello ha accolto una serie di denunce presentate due anni fa alla Lega dei diritti dell’uomo e dell’associazione Utopia 56. Nelle prossime settimane partirà l’inchiesta che avrà come focus il periodo che va dal 2015 al 2022, quando Leggeri è stato a capo di Frontex.

«Per la prima volta uno dei giudici istruttori francesi esaminerà le condizioni della eventuale responsabilità penale di Fabrice Leggeri nell'ecatombe che ha potato a migliaia di morti nel Mediterraneo, soprattutto donne e bambini», ha detto l'avvocato della Lega dei diritti dell'uomo, Emmanuel Daoud.

Da anni organizzazioni a difesa dei diritti umani, come Border Violence Monitoring Network, raccolgono segnalazioni alle frontiere di migranti che denunciano violazioni e trattamenti inumani e degradanti subiti dagli agenti di frontiere Ue e dei singoli stati membri.

Diverse inchieste giornalistiche, condotte anche da Domani, hanno raccontato negli anni di respingimenti illegali, omissioni di soccorso e operazioni condotte in violazione del diritto internazionale.

Il mandato di Leggeri e i poteri di Frontex

Sotto il suo mandato Leggeri è stato in grado di ampliare i poteri dell’Agenzia ottenendo sempre più finanziamenti da parte della Commissione Ue e quindi dai paesi membri. Un trend seguito negli anni successivi. Basta considerare che dal 2008 al 2024 il budget di Frontex è stato di circa due miliardi, mentre per il periodo 2028-2034 la Commissione ha messo a disposizione 11.9 miliardi di euro. Inoltre, entro il 2027 l’obiettivo dell’Agenzia è di ampliare il proprio corpo di agenti portandoli a 10mila unità.

Le Ong denunciano il fatto che le risorse di sorveglianza marittima di Frontex siano state progressivamente sostituite da risorse aeree, al fine di individuare le imbarcazioni più precocemente e di coinvolgere la guardia costiera libica anziché quella italiana o maltese. E una volta riportati a Tripoli i migranti hanno subito violenze e torture nei centri di detenzione libici.

L’inchiesta francese potrebbe mettere in discussione il mandato di Frontex e anche le politiche migratorie dell’Ue dell’ultimo decennio, diventate sempre più repressive.

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