È scontro sulla decisione degli Stati Uniti di revocare per 30 giorni le sanzioni sulle esportazioni del petrolio russo «attualmente bloccato in mare». Una deroga che interesserebbe cento milioni di barili al giorno, pari a quasi un giorno di produzione mondiale, secondo Reuters che cita stime dell'inviato russo Kirill Dmitriev, che ha esultato: il mercato energetico globale «non può rimanere stabile» senza il petrolio russo.

Per il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si tratta di una mossa «unilaterale» che «incide sulla sicurezza europea». Una revoca che «non aiuta la pace», dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Aumentare la pressione economica sulla Russia è fondamentale affinché accetti di avviare negoziati seri per una pace giusta. L'indebolimento delle sanzioni aumenta le risorse a disposizione della Russia per condurre la guerra di aggressione contro l'Ucraina», aggiunge il presidente del Consiglio europeo

Anche la portavoce della Commissione europea Paula Pinho dice che «non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia» che sta guadagnando «150 milioni di dollari al giorno in entrate aggiuntive dalla vendita di petrolio dall'inizio del conflitto in Medio Oriente».

Anche il governo britannico non intende allentare le sanzioni alle Russia: «Si tratta di una decisione che spetta ovviamente agli Stati Uniti, ma la nostra posizione è chiara, tutti gli alleati dovrebbero mantenere la pressione sulla Russia e sulle sue risorse di guerra», ha detto un portavoce di Downing Strett.

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