Il fatto che nella comunità di Madrid l’incendio sembri sotto controllo non vuol dire che la situazione non resti critica, come Sánchez ha esplicitato questa domenica mattina. «Uniti si può fronteggiare tutto», hanno detto i reali di Spagna. In Francia – dice il ministro degli Interni – le condizioni restano assai «sfavorevoli»
«Ci aspettano ore difficili»: così ha detto primo ministro spagnolo Pedro Sánchez questa domenica mattina. La situazione resta «estremamente sfavorevole», ha ammesso il ministro degli Interni francese Laurent Nuñez.
Dopo un sabato di evacuazioni – circa 250mila sfollati tra Francia e Spagna – il risveglio della domenica per tanti europei è tra fumi tossici o asfissianti; la cifra degli evacuati lievita, si parla ora di 300mila.
Le «ore difficili» in Spagna
Dalla Spagna questa mattina era arrivata almeno una buona notizia: la Unidad Militar de Emergencias, che interviene in caso di calamità e catastrofi, ha dichiarato che i fuochi di Madrid e Ávila sono ora «sotto controllo», dunque presumibilmente non destinati a estendersi. «È vero che gli ultimi aggiornamenti mostrano che la scorsa notte è stata molto positiva in termini di evoluzione degli incendi e di sforzi per metterli sotto controllo», ha detto Sánchez. «Vedremo cosa succede oggi, ma ribadisco: prendetevi gran cura di voi e restate aggiornati». Oltre agli epicentri di Madrid e Ávila, sui quali ci si era allertati di più sabato, con l’aggiunta in serata dell’allerta anche su Toledo, vi sono altri fuegos. Per esempio anche nei pressi di Valencia vi sono state evacuazioni (15mila sfollati) per un incendio, e sempre in questa regione si è registrato un decesso sabato sera.
Nel frattempo all’emergenza in sé si sovrappongono i livelli politico ed economico. Il governo spagnolo – ha annunciato oggi Sánchez – dichiarerà le zone colpite come «gravemente danneggiate dall’emergenza». La sua esortazione a saldare un grande «patto di Stato» per fronteggiare «l’emergenza climatica» – dovuta proprio alla necessità di operare in sinergia con le comunità autonome come Madrid per poter essere efficaci, dopo l’esperienza disastrosa di Dana – stride con le reazioni dell’estrema destra: Santiago Abascal, leader di Vox, scalcia contro «il fanatismo climatico».
In visita a Villamanta, nella comunità autonoma di Madrid, i reali di Spagna hanno elogiato questa mattina «un coordinamento esemplare: uniti si può affrontare qualsiasi rischio».
La situazione in Francia
Stando a quanto riportato dallo stesso ministro degli Interni, Laurent Nuñez, in Francia, dopo una notte «difficile», «la situazione resta estremamente sfavorevole».
In Gironda «all’inizio della notte il fuoco è tornato estremamente virulento, imprevedibile, producendo il suo stesso vento ed evolvendosi in modo erratico verso l’agglomerazione di Bordeaux» prima di calmarsi poi sul finire della notte. Quando diciamo che Bordeaux è colpita dai fuochi, si tratta dell’area metropolitana di Bordeaux, dove sabato sera vi erano stati oltre 50mila cittadini costretti ad allontanarsi. La città di Bordeaux in sé «non ha evacuazioni all’ordine del giorno», ha detto il sindaco Thomas Cazenave domenica mattina, pur aggiungendo che si resta pronti a ogni opzione.
Sempre nel dipartimento della Gironda, stando al bollettino di Nuñez, sono stati impiegati 2500 pompieri, 1500 militari, circa 1200 poliziotti e gendarmi e 450 volontari, con l’aereo militare A400M convertito per gli incendi e ulteriori 18 metti aerei. Ma questo non è l’unico dipartimento colpito: nelle Landes, «dove 3600 ettari sono già stati colpiti dalle fiamme», 36mila persone sono state sfollate. Nel Var, «dove il ritorno del mistral ha fatto temere una recrudescenza degli incendi», a titolo preventivo sono state sfollate tremila persone. «Altri incendi sono in corso e vengono fronteggiati nel territorio nazionale», Corsica compresa.
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