Varsavia e Kiev in piena crisi diplomatica per il ritiro di un’onorificenza al presidente ucraino da parte di quello polacco: ma come, la Polonia non era forse tra le più strenue sostenitrici dell’Ucraina?

In realtà il Paese sconta la divisione politica, tra un premier polacco, Donald Tusk, che ha fatto del sostegno a Kiev la sua bandiera, e un presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, che invece si muove da opposizione, essendo legato agli ultraconservatori del PiS (alleati in Ue di Giorgia Meloni), e che sin dalla campagna elettorale ha scommesso tutto sull’allineamento Maga a Donald Trump. 

A innescare il caso politico è la scelta di Nawrocki di ritirare un’onorificenza precedentemente assegnata dalla Polonia a Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo era stato infatti insignito dell’Ordine dell’Aquila bianca, ma a proprio poco prima di un appuntamento importante per i due Paesi, ovvero la conferenza internazionale sulla ricostruzione prevista a Danzica, Nawrocki ha revocato il titolo. 

La scelta del presidente della Repubblica è stata giustificata con una vicenda che lega i fatti presenti alla Storia: questa primavera Zelensky aveva a sua volta premiato un’unità dell’esercito con la qualifica di «Eroi dell’Upa», laddove l’Upa – Ukrains'ka Povstans'ka Armija, letteralmente “esercito insurrezionale ucraino” –  evoca invece per la Polonia spiacevoli ricordi relativi alla seconda guerra mondiale. I massacri in Volinia e Galizia orientale, in cui furono trucidati per mano dell’Upa donne, bambini, e – si stima – una cifra pari a centomila polacchi, restano infatti indelebili nella memoria collettiva della Polonia.

Anche Zelensky lo sa, e infatti – mentre la destra polacca, non solo del PiS ma anche dell’ala più estrema di Konfederacja, soffiava sulla vicenda per dar fiato ai sentimenti antiucraini nel Paese – il premier polacco Donald Tusk è corso a dire «il presidente ucraino ha detto a chiare lettere che non intendeva né offendere la Polonia e i polacchi, né compromettere le relazioni tra i due Paesi».

La tensione ha comunque innescato reazioni a catena: dalla parte di Kiev, il ministro degli Esteri Andrij Sybiha ha a sua volta restituito l’onorificenza che lui stesso aveva ricevuto nell’autunno 2022 da Varsavia (una «croce di commendatore dell’ordine al merito della Repubblica di Polonia»). L’arrivo di Zelensky a Danzica il 24 giugno, per la conferenza sulla ricostruzione che avrebbe dovuto mettere nella stessa stanza rappresentanti internazionali da Unione europea, Ucraina e G7, risulta ora in bilico.

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