Con il voto del 17 giugno al Parlamento europeo, lei signor Weber ha dato un contributo decisivo affinché l’estrema destra, nemica dell’Europa, potesse attuare il proprio programma. Il fatto che gli estremisti di destra al Parlamento europeo gridino «Rimandateli indietro!» non sembra turbarla. Si tratta di una sua limitata comprensione della storia, o di una scelta opportunistica?
Caro Signor Weber,
Lei è europeo e tedesco. Da lei ci si aspetterebbe dunque una maggiore comprensione della storia. Ultimamente, però, ha dimostrato che questa le è del tutto estranea, il che dovrebbe squalificarla dal ricoprire importanti responsabilità in Europa. La politica dovrebbe plasmare il futuro, senza perdere di vista il passato, con quegli eventi drammatici che hanno portato al processo di integrazione europea.
Lei è responsabile di quanto accaduto il 17 giugno al Parlamento europeo in occasione del voto sul Regolamento europeo sui rimpatri. Sulla base di un unico “crimine” – soggiornare irregolarmente nell’Ue – questo regolamento priverebbe quanti se ne rendono “colpevoli” di diritti fondamentali, quegli stessi diritti che rendono l’Ue ciò che è e, si spera, rimarrà: una «comunità fondata sullo Stato di diritto».
Le persone, adulti e bambini, che soggiornano “illegalmente” nel territorio di uno Stato Ue e che, per qualsiasi motivo, non possono essere rimpatriate nel proprio paese d’origine, potrebbero essere trattenute in detenzione fino a 24 mesi, termine che, in circostanze specifiche, può essere prorogato di sei mesi. Nel diritto penale tedesco, una tale detenzione corrisponde, grosso modo, a reati quali il furto aggravato, le lesioni personali o la rapina. Quindi, persone la cui unica colpa è la ricerca di una vita migliore verrebbero criminalizzate ed equiparate a delinquenti.
Una vittoria degli estremisti
Questo regolamento, però, va ben oltre. E lei, signor Weber, ha dato un contributo decisivo affinché l’estrema destra, nemica dell’Europa, potesse attuare il proprio programma. Così l’estrema destra trionfa. Jordan Bardella esulta. L’AfD applaude.
Il regolamento prevede la possibilità di istituire i cosiddetti «hub per i rimpatri» in paesi terzi, dove trasferire e trattenere migranti irregolari in detenzione, ai fini dell’espulsione, per un periodo illimitato e senza garanzie legali. Chiamarli «hub» supera ogni ipocrisia. Sono invece un nuovo tipo di “campo di concentramento”, che gli Stati Ue possono istituire in paesi terzi per rinchiudervi a tempo indeterminato persone prive di qualsiasi legame con quel paese.
Non è un’idea nuova. Ci aveva provato in Ruanda, senza successo, un governo conservatore britannico. Anche Giorgia Meloni ha provato qualcosa di simile in Albania. I suoi tentativi sono falliti grazie alla resistenza dei giudici italiani, e una valutazione definitiva della loro compatibilità con il diritto europeo è ancora in sospeso.
Un’altra questione fondamentale riguarda l’esternalizzazione della politica migratoria europea verso paesi terzi, che per lo più non soddisfano i requisiti dello Stato di diritto e dei diritti umani: un’Ue dedita a questa pratica è ancora davvero credibile rispetto ai propri valori?
Il memorandum d’intesa tra Unione europea e Tunisia, negoziato nel 2023 da Ursula von der Leyen, insieme a Meloni e all’allora primo ministro olandese, Mark Rutte, ha suscitato forti critiche perché rende l’Unione europea complice della violazione sistematica dei diritti umani e della violenza contro i migranti in Tunisia.
Oltre i rimpatri
Il fatto che gli estremisti di destra al Parlamento europeo gridino «Rimandateli indietro!» non sembra turbarla, signor Weber. Si tratta di una sua limitata comprensione della storia, o di una scelta opportunistica? Quelle grida dovrebbero ricordarle quanto i nazisti fecero sistematicamente al Reichstag fino a distruggere la democrazia tedesca. Lei ha aperto quella porta all’estrema destra. Il cordone sanitario è stato spezzato in Europa e potrebbe crollare anche in Germania.
Il grido «Rimandateli indietro!» va ben oltre i rimpatri. Marion Maréchal, membro del gruppo Conservatori e Riformisti Europei al Parlamento europeo, lo ha lasciato intendere chiaramente. L’AfD spinge da tempo per la “remigrazione”, un eufemismo per l’espulsione di massa dei migranti, indipendentemente dal loro status legale. Proprio come negli Stati Uniti di Trump, milioni di persone potranno essere deportate dall’Europa. Questo è un sinistro monito che lei – soprattutto in quanto tedesco – non può ignorare.
L’idea di “remigrazione” si sta diffondendo ben oltre i circoli dell’estrema destra. Essa si basa sulla teoria complottista, razzista e xenofoba, della “grande sostituzione”. Un’idea tanto folle quanto le teorie razziste e antisemite dei nazisti, che furono attuate con brutalità indescrivibile.
Ignorando tutto ciò, lei non solo commette una grave mancanza e non presta alcun servizio all’Europa, ma, per ragioni opportunistiche, mette a rischio la democrazia e i valori europei. Lei è il presidente del Ppe, il più grande gruppo del Parlamento europeo, a cui piace invocare i propri valori cristiani. Eppure lei li calpesta sistematicamente.
Ai pochi membri pro-democrazia del Parlamento europeo che, per qualsiasi ragione, hanno deciso di votare a favore del Regolamento sui rimpatri, dico: non si combattono gli estremisti di destra adottandone le idee e lasciandoli vincere vergognosamente.
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