Il presidente del governo spagnolo, dopo l'incontro a Roma con papa Leone XIV, nella prima conferenza stampa dopo l'indagine sull'ex premier assicura che continuerà a governare e a garantire la “stabilità”
A chi si aspettava un momento di titubanza, di incertezza, Pedro Sánchez ha risposto nel suo stile: nemmeno un passo indietro. Nella prima conferenza stampa dopo l'indagine sull'expremier José Luis Rodríguez Zapatero in un caso di corruzione, il leader socialista ha assicurato che intende arrivare alla fine della legislatura e che al momento “non ci sono motivi per cambiare posizione” rispetto all'appoggio a Zapatero.
Nella sala dei Palafrenieri dell'ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, dove Sánchez è arrivato con mezz'ora di ritardo dopo l'incontro con papa Leone XIV, l'attenzione era tutta su questo. L’incontro con Leone in vista della visita del pontefice in Spagna, dal 6 al 12 giugno, e la loro sintonia sul multilateralismo, l'immigrazione, i conflitti, sono passati inevitabilmente in secondo piano in una giornata offuscata, come tutte quelle dell'ultima settimana, dal caso Zapatero. L’inchiesta che ha investito l’ex presidente del governo, una icona della sinistra spagnola, anche oltre il Psoe, il suo partito, ha scatenato una bufera politica.
Le risposte sull’intervento
L'incontro “cordiale”, come definito nel comunicato della Santa Sede, tra Sánchez e il papa, è stato appena un respiro, in cui – recita la nota del Vaticano - il premier spagnolo e Leone, si sono «soffermati su temi di carattere internazionale, con speciale riferimento alle ripercussioni dei conflitti nel mondo, alle migrazioni, all’importanza del multilateralismo e del rispetto del diritto internazionale, nonché all’urgenza di un impegno costante a sostegno della pace». In sala, la stampa spagnola aspettava dal premier solo le risposte alle domande sul caso Zapatero e sulla notizia arrivata in mattinata di un intervento degli agenti della Guardia civil nella sede del Psoe a Ferraz. E proprio su questo Sánchez ha iniziato a fare i primi distinguo: «Non è una perquisizione, ma una richiesta di informazioni» a cui il partito risponde in un contesto di «totale collaborazione con la giustizia», con un riferimento intenzionato al diverso comportamento di altre formazioni, leggi Partido Popular, quando si sono trovate implicati in indagini giudiziarie.
La stessa collaborazione il premier l’ha promessa sul caso Zapatero: «Ho avuto modo di leggere l'ordinanza del giudice, di conoscere dai giornali i dossier dell'indagine, e sinceramente, come ho già detto in Parlamento e ripeto oggi qui: collaborazione piena con la giustizia; totale rispetto per la presunzione di innocenza e tutto il mio appoggio all'ex presidente. Credo che non ci sono motivi per cambiare questa posizione».
Rivendicazioni
A chi chiedeva se è certo di poter resistere e arrivare alla fine del mandato, nonostante le pressioni che arrivano anche dall'interno del suo partito e dai soci di governo come i nazionalisti baschi del Pnv, Sánchez ha risposto rivendicando il “momento ottimo” che sta vivendo la Spagna, la crescita economica, i buoni dati del mercato del lavoro, i prezzi dell'energia in un momento in cui altrove il mercato soffre per le conseguenze dei conflitti in Medio Oriente e Ucraina.
«Ci siamo trovati in situazioni simili in altri momenti, il governo però è concentrato sull'agenda di trasformazione che sta dando risultati, in termina di crescita», ha detto, rivendicando “la stabilità” come elemento da difendere anche per portare a termine i progetti previsti grazie ai fondi europei post pandemia. «Nessuna di queste indagini, che vedremo come finiranno, inficiano quello che sta facendo il governo spagnolo e le forze progressiste per i progressi sociali della Spagna». Nessuna resa dunque e una risponda indiretta al segretario del Pp, Alberto Nuñez Feijóo, che stamattina chiedeva di andare al voto.
Sintonia con il papa
Parlando poi dell'incontro con papa Leone, Sánchez ha sottolineato la sintonia nella difesa condivisa della pace «che non si costruisce con i missili ma attraverso il dialogo», nella difesa del diritto internazionale e una visione comune rispetto al tema dell'immigrazione. «Sua santità si è interessata per la visione e la politica della Spagna, una migrazione ordinata che apre opportunità per i paesi di origine e di accoglienza», ha detto Sánchez riferendosi alla maxiregolarizzazione approvata di recente dal suo governo. Una visione comune che mette, ha detto, «la dignità umana sopra a tutto il resto».
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