Fibrillazioni a Bruxelles in vista del summit dei leader di giovedì: la Commissione critica la proposta irlandese, che prova a mettere in salvo la coesione. Merz e von der Leyen insistono su «competitività» e difesa, ma intanto l’intera architettura democratica europea finisce sotto pressione
BRUXELLES – À la guerre comme à la guerre. Questa settimana europea – proiettata verso il summit dei leader di giovedì con l’obiettivo di una sintesi sul prossimo bilancio dell’Ue – può sembrare un tutti contro tutti: la Commissione critica la proposta negoziale della presidenza di turno irlandese arrivata nel weekend, i governi a loro volta si scontrano a blocchi, dall’Europarlamento arrivano lettere di «sgomento», le regioni rivendicano ascolto (e fondi). Ma il clangore di colpi e dichiarazion