Come è possibile trasformare un totalitarismo violento e antidemocratico, che fu protagonista di enormi crimini in un souvenir o un oggetto di merchandising? Il nodo, dunque, non è soltanto giuridico. È soprattutto culturale
Come ogni estate, puntuali come i gavettoni di Ferragosto, sui giornali della Riviera romagnola compaiono le proteste di turisti – quasi sempre stranieri – che trovano incomprensibile poter acquistare nei negozi di souvenir busti di Mussolini e Hitler, calendari del Ventennio, bottiglie di vino con il volto del Duce o altri gadget fascisti. E, come ogni anno, tutto si esaurisce in pochi giorni, senza lasciare alcuna conseguenza. Molti sono convinti che in Italia l'apologia del fascismo sia sempl