«Le parole di Gino Cecchettin, che dalla tragica scomparsa della figlia Giulia si occupa con impegno e coraggio per promuovere l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, non possono essere ignorate. La sua testimonianza sul fatto che sia tutto fermo rispetto all'attuazione del Protocollo d'intesa siglato con il Ministero dell'Istruzione ci preoccupa molto».

Lo dichiarano le deputate del Partito Democratico Irene Manzi e Sara Ferrari, annunciando la presentazione di un'interrogazione parlamentare, dopo l’intervista di Cecchettin su Domani. «In un Paese segnato da una drammatica sequenza di violenze e femminicidi, il governo Meloni sceglie di non occuparsi della prevenzione e di bloccare strumenti fondamentali per costruire una cultura del rispetto, del consenso e della responsabilità. L'educazione affettiva non è propaganda ideologica, ma una risposta concreta a un'emergenza reale. Rinviare decisioni, agitare paure strumentali sul cosiddetto "gender" significa assumersi la responsabilità politica di lasciare soli studenti, docenti e famiglie. È una scelta che parla di un governo incapace di affrontare la realtà e ostaggio di una visione oscurantista».

«Con la nostra interrogazione chiediamo al ministro Valditara di spiegare perché, a distanza di un anno, non esista alcun progetto concreto e se si intenda finalmente ascoltare richieste chiare come quelle avanzate da Gino Cecchettin. La prevenzione non si rinvia, non si censura, non si blocca: si fa».

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