Il sottosegretario vuole incassare la seconda parte della riforma: quella sulle sezioni locali. Tanti i dubbi dei presidenti, su tutti quelli forzisti e leghisti. I tentativi di moral suasion
Il futuro della Corte dei conti è appeso ai presidenti delle regioni, in particolare a quelli di centrodestra. La riforma molto invasiva approvata dal governo Meloni a fine 2025 e voluta con forza dal potente sottosegretario Alfredo Mantovano è divisa in due parti. La prima – ormai completata – ne ha modificato le funzioni e ha introdotto il cosiddetto “doppio tetto al risarcimento” per responsabilità amministrativa. La seconda invece è quella su cui oggi è ancora possibile incidere e riguarda l