Il Consiglio di presidenza della giustizia contabile ha dato parere negativo alla proposta di nomina governativa a giudice contabile di Marco Mattei, dottore e capo di gabinetto del ministro della Salute Orazio Schillaci
No, un ginecologo non può fare il magistrato della Corte dei Conti, anche se il governo vorrebbe mettergli addosso la toga.
Così, il Consiglio di presidenza della giustizia contabile ha dato parere negativo alla nomina governativa di Marco Mattei, già capo di Gabinetto del ministero della Salute Orazio Schillaci, perchè mancherebbero i requisiti previsti dalla normativa vigente. Mattei, infatti, non avrebbe le competenze per lo svolgimento di tutte le funzioni che dovrebbe svolgere in qualità di magistrato contabile.
Il parere, tranciante, non è vincolante. Tuttavia, per prassi, pesa in modo rilevante sulla nomina. Il parere – scontato dopo il fastidio già emerso dalla magistratura contabile dopo la proposta – è arrivato come coda di una polemica anche politica.
Le opposizioni, infatti, il 15 aprile scorso hanno chiesto una informativa urgente da parte della presidente del Consiglio dei Ministri sull’indicazione di Mattei, «sindaco ad Albano Laziale e assessore regionale presso la Giunta Polverini» e «amico di Giorgia e Arianna Meloni», lo ha descritto il deputato del Movimento 5 Stelle, Alfonso Colucci.
In occasione dell’ordine dei lavori, Colucci aveva anche ipotizzato il senso della nomina: «Viene da ricordare la designazione fatta dal governo di Raffaele Borriello alla carica di magistrato della Corte dei Conti. Quella nomina intercorse il 17 gennaio 2025 e dopo appena sette giorni il ministro Lollobrigida lo richiamò alla carica di capo di gabinetto. Serviva quindi un posto sicuro, non una funzione pubblica ma una assicurazione sulla vita».
L’organo di autogoverno della Corte dei Conti si è opposta formalmente e ora si è in attesa del verbale ufficiale per la compilazione del parere da inviare all’Esecutivo. Poi la palla passerà al governo, che dovrà valutare come procedere davanti al muro ad una nomina quantomeno peculiare.
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