Per il 34% degli italiani la classe dirigente italiana è ostile al popolo comune e ne tradisce sistematicamente gli interessi. Al tradimento segue il mito della nostalgia per un passato più autentico e sicuro (33%). Non mancano le narrazioni legate all’onnipresenza dei poteri occulti
Ci sono racconti che non descrivono il paese: lo inventano. Circolano in rete, rimbalzano sui social, si ripetono fino a diventare cornici dentro cui leggere ogni fatto. Sono le narrazioni mitopoietiche. Il mito più diffuso è quello del tradimento della classe dirigente. Per il 34 per cento degli italiani la classe dirigente italiana è ostile al popolo comune e ne tradisce sistematicamente gli interessi. Un’opinione particolarmente presente nel ceto popolare (43%), al Sud (38) e nelle Isole (49)