Certi amori non finiscono. E in Rai, mentre dipendenti e dirigenti fanno gli scatoloni prima di lasciare la sede di viale Mazzini per un periodo indefinito causa amianto, ne sanno qualcosa. Così, da qualche vecchia agenda, è spuntato il numero di Angelo Teodoli, già direttore di Rai1 ai tempi della direzione generale di Mario Orfeo e destinato, nell’èra dell’ad Fabrizio Salini a un incarico preciso, introdotto dalla riforma della governance, quello di coordinatore dei generi. La sua nomina non è mai arrivata, visto che il successore di Salini, Carlo Fuortes, ha concretizzato le novità introdotte ma facendo a meno di quella figura.

Poco importa perché in Rai il passato non si dimentica anzi, a volte non se ne può fare a meno. Una condizione sintetizzata dall’azzeccata espressione burocratica «clausola di infungibilità» che si utilizza, spesso e volentieri, per motivare le consulenze degli ex.

Il ritorno

Alla fine di una lunga e riuscita carriera, Teodoli ha lasciato l’azienda. Oggi, a 69 anni, potrebbe fare il pensionato, ma l’ex dirigente è stato avvistato a viale Mazzini, dove tornerà in pianta stabile il primo febbraio, quando inizierà il suo incarico di consulente per l’amministratore delegato Giampaolo Rossi. 

Una sorpresa, in un contesto in cui, ormai da mesi, è tutto completamente bloccato. Rossi finora ha firmato solo incarichi ad interim. La politica – dice lui – non gli consente di fare altro. La nomina della presidente designata, Simona Agnes, è bloccata. «Non fa una nomina, ma come li chiama i consulenti...», commentano i maligni.

L’arruolamento di Teodoli, però, acquista un significato aggiunto se lo si pone nel complicato contesto di geometrie del potere dell’azienda: una delle carte che Rossi si sarebbe voluto giocare al prossimo cda, il 29 gennaio, è infatti quella del coordinatore dei generi. È proprio l’incarico che Salini voleva assegnare a Teodoli. Un dirigente che dovrebbe evitare sovrapposizioni e “scegliere” su quali produzioni puntare, mettendo in competizione tra loro i direttori di genere. Una figura che non rischia di avere troppi fan, insomma. 

Rossi vorrebbe su quella poltrona Stefano Coletta, ma la Lega non è disposta a votare, come unica nomina, una personalità considerata “di sinistra”. Motivo per cui, al momento, la riunione del cda è destinata a non produrre niente. A sbloccare la situazione – almeno per quanto riguarda l’incarico di Coletta, che pure aveva firmato il Sanremo che è costato il posto all’ex ad Fuortes – potrebbe essere proprio Teodoli. 

Il profilo

Uomo di prodotto e palinsesto, la consulenza dovrebbe riguardare l’area marketing, dove governa Roberta Lucca, a sua volta chiamata da Roberto Sergio (oggi dg ed ex ad) che la tiene in grande considerazione.

Insomma, tanti sperano che l’esperto dirigente possa prendere in mano i palinsesti disastrati del servizio pubblico ma anche farsi rispettare da Antonio Marano, presidente pro tempore considerato in area Lega. Tra Marano e Rossi la maretta continua, anche se da qualche tempo – raccontano – i rapporti sono migliorati. Dalla Lega continuano però a sogghignare segnalando tutte le volte che, secondo il partito, l’ad ha «subito» l’ex direttore di Rai2.

Da Fratelli d’Italia negano, ma non dispiace l’ipotesi che in futuro Rossi possa contare anche su qualcuno che conosce l’azienda come le sue tasche. È già capitato che il suo interlocutore Marano – coetaneo di Teodoli, pure lui non proprio una “giovane promessa” – lo abbia colto di sorpresa con qualche asso nella manica, come il regolamento che vieta la conduzione ai vicedirettori e stringe le maglie sulle autorizzazioni per le attività parallele dei giornalisti. 

Ma Marano e Teodoli non sono i soli grandi ex che politica e azienda hanno richiamato in servizio. A Sanremo un ruolo è stato ritagliato anche a Maurizio Fiori, massimo esperto, da trent’anni a questa parte, dell’organizzazione del festival. È stato Fiori a informatizzare l’assegnazione dei posti. Prima di lui, negli anni Novanta, il pubblico veniva distribuito facendo i calcoli su una mappa dell’Ariston disegnata a mano. Tutte crocette e spostamenti a matita. Tutti sistemi unici, custoditi gelosamente, sia quello cartaceo sia quello informatico. Custoditi così tanto gelosamente che le nuove generazioni non sanno da che parte cominciare. 

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