La mossa di Matteo Renzi di ritirare la sue ministre ha avuto un risvolto inatteso nelle dinamiche interne dei Cinque stelle. Dopo tanto tempo, l’ex leader dei Cinque stelle, Luigi Di Maio, e Alessandro Di Battista sembrano essere di nuovo d’accordo. In un’intervista a Tpi.it, l’ex deputato del Movimento ha detto di ritenere «i responsabili» migliori di Renzi aggiungendo di essere sempre stato contrario al governo con il Pd «proprio per il renzismo». Parole che vanno nella direzione delle dichiarazioni del ministro degli Esteri che aveva detto di non considerare più Renzi come un «interlocutore». Di Battista ha poi detto di essere «pronto a entrare nel governo se serve» ricordando di avere dato in passato la disponibilità a entrare in questo governo, «ma a condizione che non ci fossero certi personaggi». 

«Rotondi meglio di Marattin»

 Di Battista ha quindi definito «Renzi un avvelenatore di pozzi» chiedendo retoricamente: «dove sta scritto che Rotondi è peggio di Marattin?». Una strana simpatia quella tra l’ex deputato Cinque stelle e il senatore forzista che nel 2019 aveva detto che «la Dc avrebbe mandato al governo un dissidente come Di Battista». Quello che all’epoca Rotondi non sapeva è che nel nome dell’antirenzismo Di Battista sarebbe stato pronto ad andarci anche con un berlusconiano come lui.

«Forza Conte»

Di Battista ha quindi incoraggiato il premier Conte che è stato costretto a gestire «qualcosa di estremamente complicato che altri non avrebbero mai voluto gestire». L’ex deputato ha poi detto di augurarsi che Conte rimanga dentro i Cinque stelle. 

Le polemiche degli ultimi mesi

Le parole di Di Battista sono il segno una ritrovata comunità di intenti all’interno del Movimento cinque stelle dopo gli sbandamenti seguiti ai deludenti risultati alle regionali di settembre e ai cosidetti stati generali della formazione fondata da Beppe Grillo. Di Battista era stato uno dei più critici nei confronti della svolta del Movimento. Gli atteggiamenti dell’ex deputato avevano infastidito Di Maio che aveva detto durante la kermesse degli stati generali «se non sai per cosa lottare cerchi di lottare contro qualcosa». 

© Riproduzione riservata