I deputati vannacciani Sasso e Ziello hanno votato contro il provvedimento. «Basta armi, basta soldi per Zelensky», scrive il primo su Facebook. Tra i leghisti in sette non hanno partecipato al voto, otto erano in missione. In mattinata il flash mob fuori Montecitorio
La maggioranza di centrodestra si è spaccata alla Camera sugli aiuti militari in Ucraina, con defezioni significative sul fronte della Lega. I deputati leghisti Rossano Sasso e Edoardo Ziello, vicini al vicesegretario Roberto Vannacci, hanno infatti votato contro la risoluzione di maggioranza relativa alla proroga dell'autorizzazione che il parlamento dà al governo per inviare gli aiuti militari all'Ucraina e hanno promesso battaglia con la presentazione di diversi emendamenti entro fine mese. A votare contro è stato anche l’ex meloniano ora nel gruppo misto, Emanuele Pozzolo.
Sasso ha chiarito la sua decisione su Facebook: «Ho votato no all'invio di soldi e armi a Zelensky. Qual è l'interesse nazionale? Quello di accettare ciò che ci impongono la Von der Leyen e Macron, o quello che vogliono gli Italiani? La maggioranza degli Italiani ritiene che sarebbe meglio fare un passo indietro sulla questione Ucraina. Basta armi, basta soldi per Zelensky». E ancora: «La penso come la maggioranza degli Italiani: la politica dell'Unione europea è stata fallimentare e gli ultimi 90 miliardi di euro stanziati per Zelensky non ci faranno certo raggiungere la pace».
Tra i leghisti, però, non ci sono stati solo voti contrari: in sette deputati non hanno partecipato al voto. Altri otto erano, invece, assenti “giustificati” in quanto risultano in missione e dunque non hanno partecipato alla votazione. Il segnale, pur senza provocare uno scontro diretto, è però forte e chiaro per la coalizione di centrodestra: la Lega non ha intenzione di cedere sulla difesa dopo che, prima di Natale, era stato il vicepremier Matteo Salvini a polemizzare a lungo proprio sull’opportunità di approvare un nuovo decreto Armi per Kiev mentre erano in corso i negoziati gestiti dagli Usa. Anche in questo caso e come spesso in passato la Lega ha quindi lanciato il suo avvertimento, senza però rompere il fronte della maggioranza.
L’opposizione
Anche tra le file dell'opposizione ci sono stati dei voti favore, per la precisione sono quelli di tre deputati del Pd: Lorenzo Guerini, Marianna Madia e Lia Quartapelle. La risoluzione è stata approvata con 186 voti favorevoli e 49 contrari.
Prima del voto, fuori Montecitorio, c’è stato un flash mob promosso dai vannacciani proprio per dire no alla linea del partito impartita dal segretario Matteo Salvini. «Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani», è stato lo slogan più pronunciato fuori l’Aula.
In piazza, sotto la bandiera del team Vannacci 'Roma caput mundi' ci sono, tra gli altri (meno di una decina in tutto) Marco Pomarici, presidente del consiglio comunale di Roma ai tempi di Alemanno sindaco, oggi leghista e vannacciano e il presidente del Movimento mondo al contrario Guido Giacometti.
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