Italia

Legge elettorale, lo scambio truffa sulle preferenze tra Meloni e Vannacci

Il potenziale patto dello scambio tra la premier e il leader di Futuro nazionale sarebbe ancora una volta sulla pelle dei cittadini, del loro potere e sulla rappresentanza. Nessun vantaggio sistemico e nessuna apertura democratica verso gli elettori. In ogni caso, entrambi i leader dell’estrema destra italiana potrebbero vendere l’accordo ai propri sostenitori

L’omaggio del vizio alla virtù. Per mascherare la vergogna delle liste bloccate e lunghe, del premio di maggioranza (alla minoranza) e del furto di democrazia a danno degli elettori, Giorgia Meloni e i suoi palafrenieri al ministero delle Riforme e in Parlamento, hanno pensato a un emendamento. L’intento pare sia quello di introdurre il voto di preferenza, che fu ridotto da quattro a uno nel 1991 e abolito nel 1993 sempre per via referendaria. L’opzione preferenze è osteggiata dalla Lega e sosta