Le autorità del Pakistan hanno arrestato Shabbar Abbas, accusato insieme alla moglie e altri tre parenti che attualmente si trovano in carcere di essere dietro l’omicidio della figlia Saman che secondo la procura di Reggio Emilia è stata uccisa tra il 30 aprile e il 1° maggio del 2021.

Secondo una prima ricostruzione Shabbar Abbas è stato arrestato in Pakistan nel tardo pomeriggio del 15 novembre nella zona del Punjab, in riscontro alla richiesta di arresto provvisorio ai fini estradizionali. Era solo e non ha opposto resistenza. La polizia federale si è avvalsa della polizia del Punjab per l'operazione.

Per l’omicidio di Saman il padre Shabbar è stato rinviato a giudizio e ora gli inquirenti italiani sperano che presto venga estradato in Italia. In Pakistan si cerca ancora la madre di Saman Abbas, scappata insieme al marito dopo l’uccisione della figlia.

L’intercettazione

Recentemente sono stati pubblicati alcuni estratti delle intercettazioni tra Shabbar Abbas e un suo parente.  «Per me la dignità degli altri non è più importante della mia (...) io ho lasciato mio figlio in Italia (il fratello minorenne di Saman ndr). Ho ucciso mia figlia e sono venuto, non me ne frega nulla di nessuno», diceva Shabbar al parente nella telefonata intercettata di circa un anno fa, avvenuta dopo la morte di Saman quando si trovava già in Pakistan.

Il parente della telefonata è stato già sentito dai carabinieri il 25 giugno del 2021, ai quali ha riferito le parole di Abbas: «Io sono già rovinato – ha detto il padre di Saman – avete parlato di me in giro, non lascerò in pace la vostra famiglia». E ancora: «Io sono già morto, l’ho uccisa io, l’ho uccisa per la mia dignità e per il mio onore. Noi l’abbiamo uccisa», ha detto. Tuttavia non è ancora chiaro chi siano i complici anche se i sospetti ricadono sulla madre di Saman Abbas, Nazia Shaheen.

IL PROCESSO

Il processo è iniziato a maggio e la prossima udienza si terrà il 10 febbraio e vede coinvolte cinque persone. Oltre ai genitori di Saman Abbas anche suo zio Danish Hasnain e i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq arrestati tutti e tre tra Francia e Spagna nei mesi scorsi dove avevano cercato di scappare. Le accuse sono di omicidio e occultamento di cadavere. Secondo gli inquirenti a compiere l’omicidio sarebbe stato lo zio su richiesta dei genitori mentre i cugini avrebbero avuto un ruolo nell’occultamento del cadavere.

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