«Il Presidente del Consiglio e il Sottosegretario con delega ai Servizi, Alfredo Mantovano, non hanno mai chiesto di spiare nessuno, tantomeno il Capo di Gabinetto del Presidente, Gaetano Caputi». Così l’ufficio stampa di palazzo Chigi, interpellato da Domani, risponde alle domande sollevate dall’articolo in cui è stata svelata l’attività di controllo (in tre diverse occasioni) dell’Aisi sul capo di gabinetto di Giorgia Meloni, Gaetano Caputi. 

«Il governo – prosegue la replica di palazzo Chigi – è stato informato della richiesta della Procura di Roma di ottenere informazioni da parte dell’AISI e della relazione, a firma del direttore Valensise, che è stata inviata in risposta. Tuttavia, per il rispetto dovuto alle indagini in corso, non è stato possibile comunicare nulla al riguardo.

Emerge inoltre che quattro giornalisti del quotidiano Domani sono stati citati a giudizio dalla Procura di Roma per concorso in rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Viene da chiedersi perché questa notizia non sia stata riportata dal Domani».

E ancora: «Quanto all’operato dell’AISI in questa circostanza, ora che le carte sono state depositate, l’Autorità delegata è pienamente disponibile a riferire nella sede istituzionale opportuna, ossia il Copasir.

Tuttavia, appare quantomeno curioso il titolo del Domani, che sembra suggerire l’idea che la Presidenza del Consiglio, attraverso i Servizi di intelligence, che rispondono alla stessa Presidenza del Consiglio, stia spiando sé stessa».

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