La linea dura di Giorgia Meloni contro il governo Sanchez prosegue. Il governo ha ufficialmente comunicato la proroga della sospensione di Schengen – in scadenza oggi 31 agosto – per altre due settimane. La decisione arriva proprio mentre il premier socialista spagnolo, Pedro Sanchez, ha fatto pubblicamente alla solidarietà europea.

A confermarlo è una nota del Viminale: «È in corso di notifica la nota con cui il governo sta comunicando alla Ue la proroga, per ulteriori 15 giorni, dei controlli alle frontiere aree e marittime con la Spagna. La decisione è stata assunta, in linea con l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1° agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all’Unione Europea, affinché in quell’area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione».

La proroga sarebbe già stata comunicata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al suo omologo spagnolo in una chiamata telefonica. «Se l’ha fatto, ovviamente è necessaria. È una decisione motivata dal fatto che c’è un’analisi fatta dagli specialisti che si riuniscono nel Comitato di analisi della sicurezza delle frontiere», ha fatto sapere il ministro Piantedosi. «Abbiamo limitato la proroga a 15 giorni – ha spiegato  – perché se da una parte l’analisi fatta dagli specialisti indica che permangano le motivazioni per cui è stata iniziata questa misura, d'altra parte sicuramente è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo, insieme all'Unione Europea, per superare la situazione che si è creata». Infine, il capo del Viminale ha detto che confida sia l’ultima proroga.

La motivazione ufficiale, quindi, risiede nel fatto che a Ceuta ci sono ancora oltre cinquemila migranti arrivati nell’enclave spagnola dopo l’ondata di fine luglio. E tra loro c’è la paura di infiltrazioni jihadiste. Nel pratico, la misura è puramente politica dato che non esiste un confine territoriale tra i due paesi, e che il governo di Madrid ha trasferito nella penisola iberica solo 500 ragazze, tutte minori di età.

I dati sui controlli eseguiti

A dimostrare la natura politica della decisione del governo italiano sono anche i risultati dei controlli eseguiti. Gli ultimi dati ufficiali disponibili sono quelli risalenti al 13 agosto scorso. Gli agenti italiani hanno eseguito tre arresti e 21 respingimenti di cittadini provenienti da paesi terzi. Di questi, solo sei provengono dal Marocco mentre gli altri da Colombia, Cina e Georgia.

Al momento non ci sono altri dati aggiornati da parte del ministero dell’Interno, il che fa pensare che i controlli non abbiano prodotto grandi risultati da vantare.

Resta da capire cosa deciderà di fare il governo socialista di Madrid che aveva a sua volta introdotto i controlli alla frontiera per un mese e dureranno fino al 7 settembre prossimo. Non si esclude, a questo punto, un’ulteriore proroga anche da parte della Spagna.

Sanchez

La scelta di prorogare i controlli alla frontiere avviene proprio mentre il premier Sanchez fatto appello alla «solidarietà europea» per affrontare la crisi migratoria a Ceuta, ricordando che «a Lampedusa la Spagna era presente per accogliere i migranti che arrivavano». «L’Europa deve mostrare solidarietà a Lampedusa, in Groenlandia, a Ceuta e nelle Isole Canarie. Abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi dell'Europa centrale e settentrionale. Perché non avviene nel caso della Spagna? Forse perché abbiamo un governo di coalizione progressista? Forse perché abbiamo una posizione su Gaza o su altre questioni?»

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