Il Partito socialista italiano è senza soldi e non può pagare i debiti derivati dall’accordo elettorale con il Pd. In un messaggio che Domani ha potuto vedere si parla di una fattura da 10mila euro che il Psi non è il Pd non è in grado di saldare con la società di consulenza politica Quorum.

L’accordo tra Pd e Psi era stato raggiunto lo scorso luglio tra Enrico Letta e il nuovo segretario socialista, Enzo Maraio e aveva portato alla candidatura nelle liste della coalizione di centrosinistra di 12 esponenti socialisti.

L’unico considerato in posizione considerata eleggibile era lo stesso segretario Maraio, candidato al secondo posto del listino proporzionale del collegio Roma-Ciampino-Fiumicino. Anche ad un candidato nella circoscrizione estero era presente un candidato socialista ritenuto eleggibile, anche se con qualche difficoltà.

Tra gli altri, Bobo Craxi, figlio dell’ex presidente del Consiglio Bettino, era candidato all’uninominale di Palermo, una posizione considerata molto difficile. In seguito alle elezioni del 25 settembre nessun esponente socialista è stato eletto.

Il messaggio

Il messaggio di cui Domani è entrato in possesso è stato postato su internet da Marco Strada, tesoriere dei Psi e indirizzato al senatore Walter Verini, tesoriere del Pd.

«Caro Walter, come ti ho anticipato nell’incontro di oggi, dopo le elezioni politiche abbiamo registrato notevoli difficoltà gestionali conseguenti soprattutto alla mancata elezione del segretario del Psi in Parlamento – scrive strada – Malgrado ciò abbiamo rispettato per quanto possibile gli impegni presi. Purtroppo, non siamo più in gradi di saldare la fattura di Quorum di 10mila euro che avevamo concordato come uno dei contributo del Psi alla campagna elettorale della lista comune». Per questa ragione, Strada chiede a Verini di «addivenire a una soluzione».

L’accordo

In occasione delle elezioni quasi tutti i principali partiti richiedono un contributo economico per la campagna elettorale ai loro candidati in posizioni eleggibili, una cifra variabile ma che spesso è superiore ai 10mila euro. Nel caso del Pd, a parlamentari e consiglieri regionali uscenti ricandidati al parlamento viene chiesto un contributo di circa 15mila euro.

Tutte le forze presenti nella coalizione di centrosinistra si erano accordate per dividere le spese della campagna elettorale. A quanto risulta a Domani, l’accordo iniziale tra Pd e Psi prevedeva un contributo di 20mila euro da parte di quest’ultimo, mauesto primo accordo sarebbe stato respinto dal Psi. Con un intervento successivo, il segretario del Psi Maraio e il tesoriere Strada avrebbero raggiunto un nuovo in base al quale il contributo del Psi sarebbe stato ridotto al pagamento di una fattura a Quorum più gli altri «impegni» non specificati di cui il tesoriere Strada parla nel suo messaggio a Verini.

La situazione nel Psi è al momento molto caotica. Il segretario Maraio è rimproverato per aver raggiunto un accordo a ribasso con il Pd, non solo in termini di posizioni eleggibili, ma anche per l’assenza di qualsiasi richiamo al Psi e alla famiglia socialista europea nei simboli della coalizione.

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