Affluenza poco sotto al 60 per cento. Conte esulta, Renzi: «Meloni prenda atto del risultato». La premier: «Andiamo avanti per onorare il mandato»
L’affluenza al referendum sulla riforma della giustizia definitiva è del 58,93 per cento.
La seconda proiezione di Opinio per Rai dà in vantaggio il No al 53,9 per cento, mentre il Sì sarebbe al 46,1 per cento. Anche le altre rivelazioni danno il Sì perdente. Il terzo instant poll di Swg per La7 prevede un vantaggio del No al 51-55, il Sì sarebbe tra il 45 e il 49. Youtrend, che firma l’instant poll per SkyTg24 ha già decretato la vittoria del No. Il Sì si attesterebbe invece tra il 46,5 per cento e 50,5 per cento. Anche secondo la seconda proiezione Tecnè per Mediaset, il No è al 54 per cento, il Sì al 46 per cento.
Va tenuto comunque presente che gli egli exit poll non comprendo i votanti all’estero. Il Sì è avanti soltanto in Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia.
Ultima tra i leader a votare lunedì mattina la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha consegnato il suo voto alle urne di Spinaceto. Poco dopo l’inizio dello spoglio, è arrivata la notizia delle dimissioni del presidente dell'Anm Cesare Parodi.
La presidente del Consiglio ha preso posizione con un video diffuso sui social: «Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità determinazione e rispetto». Nel centrosinistra, Giuseppe Conte lancia una fuga in avanti e apre alle primarie.
PUNTI CHIAVE
17:58
Schlein: "Ora costruiamo l'alternativa. Primarie? Sono pronta"
17:03
Conte: "Primarie coi cittadini, non di apparato"
16:40
La ripartizione dei voti per fasce d'età
Landini: il governo non rappresenta la maggioranza del paese
"È una giornata bellissima, l'inizio di una nuova primavera. Ancora una volta il popolo italiano ha ribadito che la Costituzione non si tocca ma si applica. Questa giornata dice anche un'altra cosa: questo governo non rappresenta la maggioranza del Paese. Il governo abbia l'umiltà di ascoltare questo voto, dice che i cittadini vogliono partecipare. E vogliono dire no alla guerra, sotto ogni forma e ogni mentita spoglia. Anziché un plebiscito per il governo è venuta forte una domanda di cambiamento". Lo ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini dal palco allestito su un camion a piazza Barberini.
Schlein: "Ora costruiamo l'alternativa. Primarie? Sono pronta"
La segretaria del Pd Elly Schlein commenta la vittoria del No al referendum sulla giustizia. "Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno. "Abbiamo vinto. C'è una maggioranza del Pese che ha fermato una riforma sbagliata, resa ancora più bella dal fatto che eravamo dati spacciati solo qualche mese fa. I giovani per il 71% hanno votato no. Nonostante sia stato impedito ai fuori sede di votare. Il nostro impegno quando andremo al governo è dí correggere questa stortura. A tutti dico restate mobilitati per costruire un'alternativa". Sulle primarie di coalizione chieste da Giuseppe Conte, Schlein risponde: "Noi siamo testardamente unitari, sono pronta alle primarie e sono certa che troveremo un accordo e decideremo insieme le modalità".
Calenda: "L'Italia si mobilita contro, voto è giudizio su Governo"
"Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L’Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi 'contro' che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del paese che va oltre il merito della riforma. E’ chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione - comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi - c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo. Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra". Così il leader di Azione Carlo Calenda.
Tajani: "Fatto tutto possibile. Rispettiamo popolo"
"Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia". Così il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. "Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l'Italia più libera", ha aggiunto in una nota. "Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto".
Conte: "Alle primarie dev'esserci un rappresentante della comunità Cinque stelle"
Per Giuseppe Conte è essenziale che alle primarie del centrosinistra ci sia anche un rappresentante della comunità dei Cinque stelle.
Conte: "Primarie coi cittadini, non di apparato"
"Dobbiamo far un percorso importante nel campo progressista e la nostra bussola non può che essere questa grande voglia di partecipazione. Dobbiamo consentire ai cittadini di partecipare ad elaborare un progetto per il Paese. Non possiamo permetterci una politica che un attimo dopo essere arrivata al governo fa il contrario di quanto promesso". Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di una conferenza stampa presso la sede nazionale del M5S. "Non possiamo soffocare la voglia dei cittadini - ha aggiunto - di essere protagonisti quindi ci apriamo alla prospettiva delle primarie. Ma non primarie di qualche apparato ma aperte anche ai cittadini: serve una discussione ampia in tutto il Paese per individuare il candidato più competitivo per rappresentare il programma".
Meloni: "Rispettiamo la decisione degli italiani"
Giorgia Meloni ha preso posizione sul risultato, ormai definitivo, del referendum. "La sovranità appartiene al popolo e gli itlaiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel programma elettorale" ha detto la presidente del Consiglio in un video social. "Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia. Ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto con responsabilità con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo".
Conte: "Quattro anni di governo, zero riforme"
Per Giuseppe Conte "si apre una nuova primavera politica" dopo il voto sul referendum, un voto "politico". E ancora: "Questo è un avviso di sfratto per il governo".
La ripartizione dei voti per fasce d'età
Il consorzio Opinio ha scandagliato il voto per fasce d'età: tra i 18 e i 34 anni il No ha conquistato il 61,1 per cento dei voti, mentre tra i 25 e i 54 anni hanno votato No il 53,3 per cento degli elettori. Testa a testa oltre i 55, dove il Sì ha raccolto il 50,7 per cento.
La ripartizione dei voti per partito
Il consorzio Opinio ha diffuso gli esiti del referendum per partito: l'elettorato più fedele all'indicazione della segretaria è il Pd, i cui elettori hanno votato No al 90 per cento, seguono quelli di FdI, che hanno votato Sì all'89 per cento. Il M5s ha votato No nell'87 per cento dei casi. Il Sì in Forza Italia ha convinto l'82 per cento dell'elettorato, mentre nella Lega hanno votato Sì l'85 per cento dei simpatizzanti.
Mulè: "È diventata una campagna elettorale, non facciamo processi"
"La campagna per il referendum e' diventata una campagna politica. Forza Italia non puo' recriminare nulla, si è impegnata. Chi perde deve fare un po' ammenda". Lo ha affermato il capogruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Barelli, parlando dell'esito del referendum. "Non facciamo nessun processo", ha aggiunto il vice presidente Giorgio Mulè, rispondendo a chi chiedeva se imputano errori agli alleati.
Renzi: "Centrosinistra vada subito alle primarie"
"Spero che il centrosinistra vada rapidamente alle primarie, da oggi il centrosinistra e' nelle condizioni di vincere le elezioni politiche" ha detto Matteo Renzi a Radio Leopolda.
Bonelli: "Per Meloni è una sconfitta politica"
"Per Meloni e' una sconfitta politica, ci hanno provato, gli è andata male. Oggi è una straordinaria giornata di partecipazione, grazie a tutti gli italiani e a tutte le italiane che hanno difeso la Costituzione". Lo dice Angelo Bonelli commentando i risultati del referendum.
Renzi: "Ora Meloni prenda atto e ascolti il popolo"
"Quando il popolo parla, cara Meloni, devi ascoltare. Io non voglio suggerire a Meloni cosa fare lei, ma so che cosa si prova quando si perde un referendum costituzionale" dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. "Quando ho perso il referendum io ho perso tutto, ho lasciato tutto. Meloni farà quello che crede ma per prendere atto di un referendum costituzionale ci vuole coraggio. Se non ascolti la voce del popolo è da Don Abbondio. Perdere e dire 'non era la nostra legge', dopo che hai occupato tutte le trasmissioni televisive, tutte, perfino andando da Fedez. Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare".
Bignami: "Delmastro? Faremo le nostre valutazioni"
La vicenda che ha coinvolto il sottosegretario alla Giustizia di FdI, Andrea Delmastro ha inciso sull'esito del referendum e sulla possibile vittoria del No? "Faremo le nostre valutazioni, mi sembra complesso dire" che la sconfitta del Sì al referendum sia "colpa di questa vicenda".
Renzi: "Partita chiusa. Vittoria a sorpresa del No"
"Mi pare che la partita sia chiusa sostanzialmente, la percentuale e' 45 a 54 e il consenso sara' piu' o meno quello emerso nelle ore, nel chiacchiericcio". Lo ha detto Matteo Renzi parlando a Radio Leopolda. "Il No, molto a sorpresa, ha vinto questo referendum. Quando il popolo parla il governo deve ascoltare", ha aggiunto il leader di Italia Viva, a favore del Si' al refernedum.
Conte: "Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!"
Il presidente del Movimento 5 stelle festeggia la vittoria del No.
Youtrend dà il No vincente
Per il team di esperti statistici e analisti di Youtrend ha vinto il No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Bignami: "La nostra agenda parlamentare non cambia"
"Meloni mette sempre la faccia, non si è mai sottratta alla battaglia" dice il capogruppo alla Camera di FdI Galeazzo Bignami. E' "sempre da accettare il risultato quando gli italiani si esprimono tanto più con una affluenza elevata, che è sempre positiva".
Speranza: "Ma che bella giornata!"
"Ma che bella giornata!". Lo scrive sui social il deputato Pd ed ex ministro della Salute Roberto Speranza, mentre è in corso lo spoglio delle schede del referendum sulla riforma della giustizia.
Vannacci: "Spero vinca il Sì, anche se il No favorirebbe Fn"
"Mi auguro che vinca il sì, senza ambiguità. Perché è nell'interesse degli italiani. E sì, credo fermamente che una magistratura liberata dalle pressioni delle correnti politicizzate sia necessaria, anche se a qualcuno dà fastidio. In queste settimane tanti 'politici navigati' mi hanno spiegato cosa mi converrebbe fare: votare no, indebolire Meloni e sfruttare il caos per far crescere Futuro Nazionale, oggi dato tra il 3,5 per cento e il 4 per cento. Il solito gioco di palazzo. Il solito calcolo cinico. Ma io non ci sto" ha detto il generale Roberto Vannacci commentando lo spoglio in corso.
Avs segue lo spoglio nella sede di Corso Rinascimento
Dirigenti e parlamentari di Avs stanno seguendo questi primi momenti dello spoglio del referendum presso la sede di Corso Rinascimento. Sono già arrivati Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Fiorella Zabatta, i capigruppo Peppe De Cristofaro e Luana Zanella.
Caiazza: "Exit poll danno segno di paese spaccato a metà"
I primi exit poll del referendum sulla giustizia danno "segno di un Paese spaccato a metà, di una consultazione schiettamente politica", ha detto in diretta al Tg1 Gian Domenico Caiazza, presidente del comitato "Sì Separa"oggi alla sede della Fondazione Einaudi a Roma. "La natura dello scontro - ha continuato - è stata molto lontana dal contenuto del quesito referendario".
Parodi si dimette dal comitato direttivo
A quanto si apprende, il presidente dell'Anm Cesare Parodi ha comunicato le proprie dimissioni al Comitato direttivo centrale. La decisione sarebbe stata presa per motivi familiari.
Schlein attende i risultati con i dirigenti dem al Nazareno
La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, segue i dati relativi al referendum dal Nazareno. Con la leader dem, stando a quanto si apprende, ci sono diversi esponenti, tra i quali il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, i deputati Nico Stumpo e Arturo Scotto, la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, il responsabile delle iniziative politiche Marco Furfaro, il capo dell'organizzazione Igor Taruffi e l'ex ministro Roberto Speranza.
Tajani segue lo spoglio a Montecitorio
In occasione dello spoglio del referendum sulla giustizia, Forza Italia ha aperto la sala Colletti del palazzo dei gruppi parlamentari della Camera. E negli uffici del gruppo a Montecitorio sta seguendo lo spoglio il segretario nazionale Antonio Tajani.
Affluenza al 58,92 per cento
L'affluenza alle urne per il referendum sulla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere in magistratura si attesta al 57,77 degli aventi diritto al voto. È quanto emerge dai dati diffusi dal Viminale attraverso la piattaforma Eligendo subito dopo la chiusura dei seggi elettorali.
© Riproduzione riservata


