«Noi vogliamo sapere chi sono gli assassini di Regeni. Fino ad adesso nessuno è riuscito a dimostrarlo» ha detto il ministro degli Esteri. Nessun accenno all’ostruzionismo e ai depistaggi da parte degli egiziani. Le opposizioni all’attacco: venga in Aula a riferire. La difesa degli agenti, intanto, puntano al ricorso (e alla prescrizione)
Prima ha assolto l’Egitto, sottolineando come a essere stati condannati dalla corte d’Assise di Roma siano state solo «tre persone». Poi, ieri, si è detto «stupito dalle polemiche» scatenatesi, parlando di «sentenza limitata, perché non ci dice chi sono gli assassini di Giulio Regeni» e ribadendo: «Noi vogliamo che si faccia piena luce». Poi, ancora, qualche ora dopo ha pronunciato qualcosa che assomiglia ben poco a una retromarcia: «Sono colpevoli agenti dei servizi segreti, del sistema di sicu