«Abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione». Giuseppe Conte racconta sui social la sua versione di come è andata la votazione in commissione Esteri e Difesa al Senato sulla risoluzione a sostegno delle proteste iraniane. 

«Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no» scrive ancora il presidente dei Cinque stelle. Il partito di Conte aveva chiesto di inserire un passaggio che tutelasse l’Iran da una “manovra Venezuela”. 

«L’assenza di quel passaggio è per noi fondamentale. Soprattutto ora che si è manifestata la dottrina 'Meloni-Tajani' per cui il diritto internazionale vale … ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta» si legge ancora nel post, citando il caso al Masri, il medioriente, e il Venezuela.  

E ancora: «Altro che corsa al riarmo, precipiteremo nel caos della massima insicurezza e, quindi, della più umiliante servitù per sperare in una protezione. La comunità e gli organismi internazionali hanno tante leve da usare sul fronte economico e diplomatico per cambiare le cose». 

Parallelamente, sempre al Senato i partiti di minoranza hanno organizzato una conferenza stampa in cui è intervenuto un gruppo di rappresentanti di esuli iraniani in Italia. Dalla sala Nassirya è partito un appello affinché tutti i partiti, di maggioranza e opposizione, promuovano manifestazioni «senza bandiere di partito» a sostegno del popolo iraniano che si sta ribellando in questi giorni al regime di Teheran.

In sala, presenti Filippo Sensi, Susanna Camusso, Cecilia D'Elia, Walter Verini e Piero Fassino del Pd, Gisella Naturale di M5s, Marco Lombardo di Azione, Ivan Scalfarotto di Iv, Riccardo Magi di +Europa, Tino Magni di Avs, Aurora Floridia delle Autonomie e Andrea Marcucci del Pde.

Le polemiche

Partite immediatamente le polemiche della destra: «Oggi i Cinque stelle non hanno votato una risoluzione contro la dittatura iraniana. Questo dimostra quanto siano pericolose e spaccate le sinistre italiane. Forza Italia è per la libertà, la sinistra ha posizioni frammentate e ambigue» dichiara il capogruppo al Senato di Forza Italia Maurizio Gasparri, mentre Mariastella Gelmini vede nella divergenza la certificazione dell’«inesistenza del campo largo».

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