Il vertice del partito non trova la quadra sulla nuova segreteria, tutto rinviato al prossimo. Il Mef accusato dai salviniani di essere troppo rigorista nella manovra. La premier lo difende
È cominciato sotto una cattiva stella il consiglio federale della Lega in via Bellerio, e si è concluso con un sostanziale rinvio della questione più spinosa della composizione della nuova segreteria. Sullo sfondo, del resto, ci sono le tensioni e le fratture sempre più nette nella coalizione del centrodestra: dalla Finanziaria con il ministro Giancarlo Giorgetti sul banco degli imputati, fino alla questione del nuovo pacchetto aiuti all’Ucraina. Fine vita e finanziaria Intanto, però, la Lega