Il gruppo editoriale Sae, guidato da Alberto Leonardis, ha avviato una trattativa in esclusiva per acquistare il quotidiano La Stampa, inclusi gli asset collegati e le rotative. La notizia circolava da giorni nell’ambiente e Gedi ha informato ufficialmente il direttore, Andrea Malaguti, e il cdr della scelta.

La cessione del giornale torinese è entrata, dunque, nel vivo. L’imprenditore greco, Theo Kyriakou, aveva fatto sapere che il suo gruppo Antenna 2 non era interessato a rilevare la testata nell’ambito dell’operazione di acquisto di Repubblica e delle radio che fanno capo a Gedi, tra cui Radio Deejay.

Sae, che oggi edita varie testate locale, tra cui Il Tirreno, La Gazzetta di Modena e la Nuova Sardegna, ha presentato un’offerta ritenuta più convincente rispetto a quella ufficializzata dal gruppo Nem, capitanato dall’imprenditore veneto Enrico Marchi.

A inizio gennaio Nem aveva formalizzato la proposta al cda di Gedi e di Exor. Secondo quanto apprende Domani, dal punto di vista economico la differenza sarebbe minima, ma la decisione della società di John Elkann è maturata sulla struttura della proposta.

Investitori istituzionali

Sae avrà al suo fianco una serie di investitori, soprattutto fondazioni bancarie, che dovranno dare solidità all’operazione.

Tuttavia, la redazione della Stampa non ha nascosto lo scetticismo rispetto ai possibili compratori. Parlando sia di Nem che di Sae, nel corso dell’audizione in commissione Cultura alla Camera, il cdr del quotidiano ha sostenuto: «Sono due soggetti che in passato hanno già rilevato i quotidiani locali che il gruppo (Gedi, ndr) nel corso degli anni ha dismesso. E sono gruppi molto più piccoli del nostro, quindi abbiamo dubbi non solo sulle capacità economiche e finanziarie, ma anche organizzative, di reggere una struttura come La Stampa».

Come raccontato da Domani, a fine dicembre Gedi aveva già rifiutato la proposta avanzata da Salvatore Palella, imprenditore fondatore della società Helbiz (che opera nel settore della mobilità sostenibile), ed editore del quotidiano La Sicilia. Insomma, non è mai stato della partita per possibili lungaggini sulla trattativa.

Da Palazzo Chigi arriva una cauta soddisfazione. «È una buona notizia che la storica testata de La Stampa sia oggetto di interesse da parte di vari gruppi editoriali come ho più volte rimarcato», ha commentato il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini.

«L’apertura di una trattativa in esclusiva per la cessione del quotidiano torinese al Gruppo Sae, che ha già tra i suoi soci soggetti istituzionali locali, rappresenta una iniziativa strategica orientata a promuovere l’identità di un giornale ancorato al territorio», ha aggiunto il sottosegretario, chiedendo l’impegno di Sae «a tutelare gli asset» e a dare «garanzie occupazionali».

HuffPost nella nebbia

Resta invece ancora da chiarire il futuro di HuffingtonPost, il giornale online oggi di proprietà di Gedi. Potrebbe rientrare nel pacchetto acquisito da Antenna2, anche se restano in piedi varie soluzioni. Il cdr, nel corso dell’audizione a Montecitorio, ha denunciato la «scarsa trasparenza» nella trattativa.

«Se non ci fosse stata l'intervista a Del Vecchio, noi avremmo continuato a stare in una trattativa per mesi, senza che nessuno ce lo comunicasse», ha detto Fabio Luppino del comitato di redazione di Huffpost, che ai futuri compratori ha chiesto ­«piani industriali, obiettivi di crescita e non di taglio delle spese».

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