Si allungano i tempi per la chiusura della trattativa con l’editore greco. L'imprenditore italo-americano ha fondato la società Helbiz e rilevato pochi mesi fa il quotidiano La Sicilia, intanto il gruppo di Marchi accelera: «Offerta per valorizzare l’identità del quotidiano»
Questo articolo fa parte di “Razza Poltrona”, la rubrica di Domani, a cura di Stefano Iannaccone, che svela i retroscena del palazzo e racconta gli angoli nascosti del potere
Il gruppo Gedi ha rifiutato una prima offerta per l’acquisto della Stampa e di Huffington Post presentata, poco prima di Natale, da Salvatore Palella, imprenditore italo-americano ed editore del quotidiano La Sicilia. Secondo quanto risulta a Domani, la proposta economica sarebbe stata di circa 25 milioni di euro, che in linea di massima non sarebbe dispiaciuta a John Elkann e ai vertici del gruppo editoriale. La prima valutazione negativa ha però riguardato altri aspetti, come la necessità di un pronunciamento da parte dell’Antitrust che avrebbe prolungato i tempi della cessione.
Una testimonianza indiretta che i vertici di Gedi hanno fretta di cedere il gruppo editoriale in tempi brevi. Che, al contrario di quanto circola, si sono un po’ allungati: i consulenti di Kyriakou stanno chiedendo in questi giorni tonnellate di carte (fiscali e non) ai vertici di Gedi, per analizzare bene i conti di tutto il perimetro del gruppo. Dunque prima di fine febbraio il deal non potrà, con ogni probabilità, essere firmato.
Il tempo per Elkann resta un fattore chiave: Palella è imprenditore, fondatore della società Helbiz (che opera nel settore della mobilità sostenibile) e da qualche mese entrato nel mondo editoriale. Motivo per cui sarebbero stati necessari approfondimenti delle Authority indipendenti. Dopo il niet, il futuro della Stampa sembra giocarsi tra due pretendenti. Il gruppo Nem, capeggiato da Enrico Marchi, dopo l’articolo di Domani, ha formalizzato «un’offerta non vincolate per l’acquisizione del quotidiano La Stampa per procedere così a una trattativa in esclusiva», annuncia in una nota. «Oltre agli attuali soci di Nem, le adesioni al progetto coinvolgono anche esponenti del mondo dell’imprenditoria e degli investitori istituzionali del Nord Ovest in una logica di piena rappresentanza delle regioni in cui La Stampa è insediata», spiega la nota. «L’obiettivo del progetto – conclude il gruppo capitanato da Marchi – è di valorizzare l’identità del quotidiano nazionale per farne un esempio del miglior giornalismo ed essere un’autorevole “voce del territorio” in continuità con il progetto alla base della nascita del Gruppo Nem a Nordest».
Il terzo gruppo interessato, è noto, è la Sae di Alberto Leonardis: Open ha raccontato dei suoi contatti (proficui) con alcune fondazioni bancarie del territorio per costruire una cordata, e anche a Domani risulta che ad oggi è lui in pole position per accaparrarsi La Stampa. Lo scopo è di rafforzare il profilo finanziario dell’operazione, ma soprattutto il legame con il territorio.
Tornando alla trattativa per il “grosso” di Gedi, l’intenzione di Kyriakou resta quella invece di prendere solo Repubblica, insieme alle tre radio, tra cui Radio Deejay. Se La Stampa è certamente fuori dai suoi interessi, non è ancora certo se il miliardario vuole o meno il sito Huffington Post: l’ad di Gedi Gabriele Comuzzo ha dovuto sospendere alcune trattative per la vendita della testata con alcuni imprenditori interessati, perché il greco non ha ancora sciolto la riserva.
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