Gli inviati Usa Witkoff e Kushner sono in Qatar per i negoziati con l’Iran. Per ora, però, nessun contatto diretto, ci sono i mediatori di Doha a fare da tramite: «Nessona negoziazione finché non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa», ha detto Ghalibaf
Steve Witkoff, inviato speciale per il Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e di Jared Kushner, suo genero, sono in Qatar, a Doha, per quelli che la Casa Bianca aveva definito: «Negoziati di alto livello». Nei fatti sembra, però, che gli inviati americani non avranno incontri diretti con i diplomatici iraniani.
Secondo quanto ha riferito Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri qatariota, per il momento ci sono i mediatori a fare da tramite per i colloqui.
Alcuni funzionari iraniani hanno chiarito che le due parti devono ancora definire i termini del cessate il fuoco firmato due settimane fa prima di poter affrontare temi più difficili, come eventuali limiti al programma nucleare iraniano.
«Non parteciperemo ad alcuna negoziazione finché non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa», ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf, in un’intervista alla tv di Stato: «Se (gli americani ndr) si rifiuteranno di attuare quanto discusso, siamo pronti anche alla guerra. Consideriamo gli ultimi attacchi americani contro di noi una violazione del memorandum d'intesa».
Iran e Stati Uniti, infatti, hanno ancora posizioni molto distanti su questioni fondamentali come la gestione dello Stretto di Hormuz: «Senza pedaggi solo per 60 giorni», ha ribadito ancora Ghalibaf.
PUNTI CHIAVE
10:17
Al Jazeera, Teheran respinge le condizioni Usa sui fondi congelati
09:45
Fonte diplomatica: "Oggi in Qatar colloqui indiretti e tecnici"
06:43
Trump pronto a negoziare con Teheran anche dopo il 18 agosto
Netanyahu: "Restiamo nella zona cuscinetto finché sarà necessario"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che l'Idf resterà ancora nel Libano meridionale: "Non accetteremo una situazione in cui un esercito terroristico possa costruire tunnel in grado di penetrare i nostri confini. Rimarremo nella zona cuscinetto nel Libano meridionale finché sarà necessario. La zona cuscinetto di Gaza è ora dentro Gaza, la zona cuscinetto del Libano è dentro il Libano. Questa è una lezione fondamentale. C'è anche un'altra lezione. Per la prima volta da anni, i rappresentanti israeliani hanno avviato negoziati con il Libano. Faremo tutto il possibile per raggiungere un accordo di pace anche tra i due paesi". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro della Difesa Israel Katz: "Gli eventi del 7 ottobre ci hanno mostrato una verità inequivocabile: non dobbiamo aspettare che la minaccia bussi alla nostra porta. Abbiamo colpito due volte con attacchi preventivi proattivi in Iran e, se necessario, colpiremo anche una terza volta".
WSJ: "Il Pentagono valuta la riduzione delle basi in Arabia Saudita"
Washington sta valutando di ridurre la sua presenza militare in Arabia Saudita. La ragione sta nell'impatto della guerra sulle relazioni tra Washington e Riad, più forte di quanto si assumesse finora. Riad era contraria all'attacco contro l'Iran: insieme ad altre monarchie del Golfo aveva fatto pressione sull'amministrazione affinché si trovasse una soluzione diplomatica, mettendo in guardia sul rischio che Teheran chiudesse lo stretto di Hormuz, vi fossero ripercussioni sul mercato mondiale del greggio e fosse messa in pericolo la stabilità loro e della regione. L'Arabia Saudita ha poi negato le proprie basi a Trump, che così è stato costretto di fatto a chiudere la missione, hanno detto fonti dell'amministrazione al WSJ. Da qui la riflessione in corso negli Usa su una smobilitazione militare dal regno saudita dove il Pentagono ha uomini e mezzi dal 1945. I segnali di tensioni sempre più forti sono stati evidenti nelle ultime settimane. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha fatto un giro delle capitali del Golfo ma non si è fermato a Riad. E bin Salman non è andato al vertice del G7 a Evian, in Francia, "in segno di protesta per come gli Usa hanno gestito la guerra", ha riferito il WSJ.
Iannucci (Covi): "Decine di mine a Hormuz, serviranno almeno due mesi"
"La stima è che siano decine di mine nello stretto di Hormuz, questo richiederà un impegno di circa di un paio di mesi: si tratta di mine sofisticate ed evolute che richiedono capacità e competenze non a disposizione di tutti i Paesi". Lo ha affermato il comandante del Comando operativo di vertice interforze (Covi), generale di Corpo d'Armata Giovanni Maria Iannucci, in audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera. Iannucci ha aggiunto che "la prospettiva di una missione multinazionale per lo sminamento di Hormuz è di consentire la partecipazione anche ad attori non europei e regionali", ha aggiunto il comandante del Covi precisando che i cacciamine italiani sono attualmente a Gibuti.
Al Jazeera: sono iniziati i negoziati indiretti a Doha
Secondo fonti di Al Jazeera, i negoziati a "livello tecnico" tra Iran e Stati Uniti sono iniziati a Doha, capitale del Qatar. Tuttavia, non sono previsti incontri faccia a faccia tra alti funzionari di entrambi i Paesi. A Doha sono attivi almeno tre gruppi di lavoro che si occupano delle discussioni tecniche: la questione nucleare, la diplomazia e il finanziamento e la restituzione dei fondi congelati, hanno riferito le fonti.
Al Jazeera, Teheran respinge le condizioni Usa sui fondi congelati
Secondo quanto riporta Al Jazeera, Teheran chiede lo sblocco immediato di 12 miliardi di dollari in due rate entro 60 giorni, a cominciare dai 6 miliardi depositati nelle banche del Qatar. Ma sarebbero emersi forti disaccordi sull'utilizzo dei fondi: Teheran ha respinto le condizioni poste da Washington per l'istituzione di una linea di credito esclusiva per l'acquisto di prodotti agricoli americani (come grano, soia e mais), insistendo sul diritto assoluto della Banca Centrale iraniana di determinare il proprio fabbisogno di beni e medicinali senza imposizioni esterne.
Pezeshkian: "L'Iran rispetta i suoi impegni. Spero anche gli Usa"
"Teheran rispetta gli impegni assunti nell'ambito del recente Memorandum d'intesa Iran-USA e spera che anche l'altra parte faccia altrettanto per garantire la pace e la sicurezza nella regione", ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dall'Irna, invitando la comunità internazionale a "contribuire a stabilizzare questo processo affinché l'aggressione e l'uso della forza non trovino spazio nelle relazioni internazionali". Il presidente ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conversazione telefonica con il primo ministro indiano Narendra Modi, avvenuta ieri sera, durante la quale quest'ultimo ha ribadito l'importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz per l'India e per il mondo. Secondo gli esperti, l'India importa circa il 40% del suo petrolio e circa la metà del suo gas attraverso lo Stretto di Hormuz
Fonte diplomatica: "Oggi in Qatar colloqui indiretti e tecnici"
Dopo il balletto di annunci e smentite tra le parti, una fonte diplomatica riferisce che i rappresentanti statunitensi e iraniani terranno colloqui indiretti oggi a Doha: "Mercoledì a Doha, funzionari statunitensi e iraniani terranno colloqui tecnici indiretti con i mediatori del Qatar e del Pakistan", ha dichiarato il diplomatico, che ha chiesto di rimanere anonimo, precisando che gli emissari di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, che ieri hanno incontrato il primo ministro del Qatar a Doha, non parteciperanno a questi colloqui tecnici
Idf: "A Gaza uccisi quattro militanti di Hamas"
Quattro militanti di Hamas, che secondo l'esercito israeliano stavano sferrando attacchi contro le truppe, sono stati uccisi in raid nella Striscia di Gaza la scorsa settimana. Lo ha riferito l'Idf. L'esercito identifica gli agenti come Wael Mahmoud Ali Labad e Muaz Mohammad Hassan Ahmad, entrambi esperti di artiglieria anticarro; Sameh Abu Kamil, comandante di plotone; e Akram Ashraf Hamad Labad, cecchino. Inoltre, secondo le Forze di Difesa Israeliane, lunedì diversi tunnel di lancio di razzi sono stati distrutti negli attacchi
Qatar, ieri Di Maio ha incontrato Al Thani per parlare di nucleare e Hormuz
Il rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, ha incontrato ieri a Doha il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Come riporta il Corriere della Sera, l'incontro bilaterale si colloca nel quadro delle iniziative europee volte a sostenere gli sforzi di mediazione portati avanti dal Qatar tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare, un tema sensibile per l'Ue nel quadro mediorientale. Un altro nodo importante è stabilire se e in quali condizioni riaprirà lo Stretto di Hormuz dopo lo sminamento. Infatti nei Paesi del Golfo ci sono timori sulla eventualità che non possa riprendere il traffico marittimo con piena funzionalità come era prima dello scoppio del conflitto.
Board of Peace: "Sono arrivati i primi veicoli tattici"
Il 'Board of Peace', nato per iniziativa del presidente Usa, Donald Trump ha annunciato l'arrivo dei primi "veicoli tattici" alla base della Forza di Sicurezza Internazionale vicino a Gaza, mentre proseguono i preparativi logistici per il dispiegamento di una forza multinazionale nell'enclave palestinese. "I veicoli tattici sono arrivati all'Area di Supporto Logistico: Endurance", ha scritto l'organismo su X, accompagnando il messaggio con fotografie che documentano l'arrivo. Hazem Qassem, portavoce di Hamas, ha dichiarato su Facebook che il gruppo spera che la mossa del Consiglio segni "l'inizio dell'attuazione dei compiti loro assegnati", ovvero separare i palestinesi di Gaza dalle forze israeliane e adoperarsi per fermare le violazioni israeliane. "Chiediamo al Board of Peace di iniziare l'effettiva attuazione delle disposizioni del piano per porre fine alla guerra a Gaza", ha affermato Qassem.
Trump pronto a negoziare con Teheran anche dopo il 18 agosto
Donald Trump ha valutato l'ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l'Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi. Tuttavia, secondo funzionari Usa a conoscenza dei colloqui, il tycoon ha deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica, ha riferito il Wall Street Journal. Secondo quanto riferito, Trump ha detto ai suoi collaboratori di non ritenere un problema se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l'accordo sul nucleare.
Netanyahu: "Siamo più forti che mai. Le battaglie di Israele non sono mai finite"
Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu loda i successi militari di Israele negli ultimi anni, ma avverte che le battaglie di Israele "non sono mai finite" e che c'è ancora "lavoro da fare" contro l'"asse iraniano". Intervistato dall'emittente Canale 14 citata dal Times of Israel, ad una domanda sulla possibilità di considerare concluse o vinte le guerre di Israele contro Iran, Hamas e Hezbollah, Netanyahu afferma che "non è mai finita. Se si vuole vivere in Medio Oriente - e nel mondo - bisogna essere molto forti".
Vance: "L'Iran senza arma nucleare anche in caso insuccesso dei negoziati"
"La mia opinione è che abbiamo in mano tutte le carte vincenti per la trattativa: vogliamo ovviamente che abbia successo, ma anche in caso contrario avremmo comunque raggiunto l'obiettivo fondamentale, ovvero garantire che l'Iran non arrivi mai a possedere un'arma nucleare". Così il vicepresidente americano JD Vance ha detto a Fox News sui negoziati con Teheran, convinto che gli Stati Uniti siano in una posizione di grande vantaggio
Ghalibaf: "Hormuz senza pedaggi solo per 60 giorni"
Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf, torna a rivendicare "la sovranità dell'Iran sullo stretto di Hormuz" e precisa che "la gratuità del passaggio vale solo per i 60 giorni del memorandum d'intesa" siglato con gli Stati Uniti.
"La sovranità dello stretto di Hormuz appartiene all'Iran e all'Oman e il traffico nello stretto è regolato secondo gli accordi stabiliti dall'Iran", ha affermato Ghalibaf in un'intervista alla tv di Stato. Il leader iraniano ha insistito che "l'Iran non scenderà mai a compromessi sui propri diritti sullo stretto".
Ghalibaf: "No ai negoziati senza l'attuazione del Memorandum"
Non parteciperemo ad alcuna negoziazione finchè non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf, in un'intervista alla tv di Stato. "Se si rifiuteranno di attuare quanto discusso, siamo pronti anche alla guerra", ha minacciato il leader iraniano. "Consideriamo gli ultimi attacchi americani contro di noi una violazione del memorandum d'intesa", ha aggiunto.
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