Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Turchia chiedono di rispettare il cessate il fuoco su Beirut e di riaprire lo Stretto di Hormuz. Il segretario Onu Guterres: «Un passo cruciale verso una soluzione pacifica del conflitto»
L’annuncio dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran è stato accolto con favore dalla comunità internazionale. I primi a reagire alla notizia sono stati i leader europei di Regno Unito, Francia, Germania e Italia che hanno pubblicato una nota congiunta nella quale hanno ringraziato i mediatori per il lavoro svolto, tra cui Pakistan e Qatar.
«È un'opportunità per ristabilire la stabilità regionale e contribuire alla stabilizzazione dell'economia globale», si legge nella nota, in cui i quattro paesi chiedono di concludere rapidamente i negoziati di dettaglio e di attuare l'accordo in modo completo.
I leader definiscono «essenziale» la riapertura urgente dello Stretto di Hormuz, con libertà di navigazione e senza restrizioni, e si dichiarano pronti a contribuire, nel rispetto delle rispettive procedure costituzionali, «anche attraverso una missione indipendente e a carattere strettamente difensivo per garantire la sicurezza della navigazione commerciale e sostenere le operazioni di sminamento». I leader europei ribadiscono inoltre che «l'Iran non deve mai acquisire un'arma nucleare», dicendosi pronti a revocare le sanzioni «in risposta a passi chiari e verificabili» di Teheran sul programma nucleare. La dichiarazione, infine, chiede il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano auspicando «un solido cessate il fuoco».
Anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, pone l’accento sul garantire la pace di Beirut. «Ancora una volta l'Unione europea invita tutte le parti a rispettare la sovranità del Libano e la sua integrità territoriale», ha scritto la presidente, chiedendo anche di «attuare un cessate il fuoco genuino». In occasione del vertice G7 di Evian, von der Leyen ha aggiunto che i leader incontreranno i partner del Golfo e del più ampio Medio Oriente e che «l'Europa è pronta a fare la sua parte».
Singolarmente il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che l'obiettivo sarà «vedere le conseguenze dell'accordo, il sostegno al Libano, la riapertura di Hormuz nel lungo periodo e la conclusione di un'intesa sul nucleare e il balistico in Iran», aggiungendo che si valuteranno anche le vie per diversificare le rotte energetiche in uscita dalla regione e ridurre la dipendenza europea. Sulla stessa scia il cancelliere tedesco Friedrich Merz che dopo essersi congratulato con Donald Trump e i vertici iraniani ha chiesto che l’accordo venga attuato «con determinazione». Gli fa eco il premier britannico Keir Starmer, secondo il quale bisogna riaprire il prima possibile lo Stretto di Hormuz e arrivare a un accordo di lungo periodo sul programma nucleare di Teheran.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sottolineato la necessità di evitare «ogni retorica, provocazione o azione» che possa aggravare le tensioni prima della firma, e di restare vigili di fronte a «eventuali atti di sabotaggio», riferendosi al premier israeliano Benjamin Netanyahu il quale ha già fatto sapere che non ha intenzione di ritirarsi dal Libano.
Il ministero degli Esteri del Qatar ha espresso «pieno sostegno a tutti gli sforzi e alle iniziative volte a rafforzare la sicurezza e la stabilità regionali», mentre il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha parlato di «un passo cruciale verso una soluzione pacifica del conflitto».
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