Il gruppo ha pubblicato online foto personali e oltre 300 email, contenenti corrispondenze risalenti al periodo tra il 2010 e il 2019. Come contromisura l’agenzia ha messo una taglia da 10 milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni che aiutino a identificare i membri del gruppo
L’account di posta elettronica personale del direttore dell'Fbi Kash Patel è stato violato da un gruppo legato all’Iran. A confermarlo è stata l’agenzia stessa, come riportano i media statunitensi.
Il gruppo, noto come Handala Hack Team, ha pubblicato ieri sul proprio sito web un presunto riassunto della vita di Patel e alcune sue foto, accompagnate da una dichiarazione che recita: «Questo è solo l’inizio».
L’Fbi ha affermato di essere a conoscenza di «soggetti malintenzionati» che prendono di mira le informazioni di posta elettronica di Patel. «Le informazioni in questione sono di natura storica e non riguardano dati governativi», ha precisato.
Come contromisura l’agenzia ha messo una taglia da 10 milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni che aiutino a identificare i membri del gruppo che ha compiuto il cyberattacco. Il portavoce Ben Williamson ha dichiarato che l’agenzia ha adottato «tutte le misure necessarie per mitigare i potenziali rischi», sottolineando che i dati coinvolti sono «di natura storica e non includono informazioni governative».
Patel aveva già subito una violazione delle sue cui comunicazioni private nel 2024 prima della sua nomina a capo dell’Fbi.
Alcune foto che Handala afferma di aver prelevato dall'account email di Patel stanno circolando sui social media con il logo del gruppo aggiunto come filigrana. Le foto mostrano Patel in diverse località non identificate, tra cui in piedi accanto a una decappottabile d'epoca, sorridente accanto a un jet, mentre fuma sigari, o si trova in ristoranti e hotel. Le immagini sono accompagnate da un messaggio che afferma che il funzionario «ora fa parte della lista delle vittime hackerate con successo». Il gruppo hacker ha pubblicato anche un campione di oltre 300 email, apparentemente contenenti corrispondenza sia personale sia professionale risalente al periodo tra il 2010 e il 2019.
Il gruppo
Handala si presenta come un gruppo di hacker filo-palestinesi, ma secondo diversi esperti di sicurezza informatica si tratta di una delle identità utilizzate da unità di cyber-intelligence legate al governo iraniano. Il gruppo aveva recentemente rivendicato anche un attacco contro l'azienda statunitense Stryker, sostenendo di aver cancellato una grande quantità di dati.
© Riproduzione riservata


