È passato un mese esatto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro operazione militare contro l’Iran ma il conflitto non accenna a diminuire, nonostante le trattative indirette tra le parti per arrivare a un accordo.

Anzi rischia di allargarsi ancora di più con il gruppo dei ribelli yementi degli Houthi che hanno lanciato un primo missile contro Israele e annunciato che gli attacchi continueranno. La paura è che ora saranno prese di mira nuovamente le navi mercantili che attraversano lo stretto di Bab el Mandeb per entrare nel Mar Rosso.

E così nelle ultime ore si sono intensificati gli attacchi, il più grave è quello contro la base militare Usa di Price Sultan in Arabia Saudita, dove si contano al momento 15 soldati feriti e quattro aerei militari distrutti. Anche le basi aeree in Giordania sono state prese di mira, ma questa volta dalle milizie irachene che sostengono Teheran. Droni hanno colpito l'aeroporto internazionale del Kuwait, causando danni «significativi» ai sistemi radar. Mentre in Oman si conta un ferito. Ad Abu Dhabi, salgono a sei i feriti dell’ultima ondata di attacchi.

In Iran, invece, l’Idf ha annunciato di aver distrutto dei siti legati al programma nucleare del regime. Cinque persone sono morte e 35 sono rimaste ferite in un attacco statunitense e israeliano contro aree residenziali di Borujerd, nella provincia iraniana di Lorestan. Un raid aereo ha colpito l'Università di Scienza e Tecnologia di Teheran, in Iran.

Trattative

In questo scenario di conflitto avanzato si terranno lunedì i colloqui tra Pakistan, Arabia Saudita, Egitto e Turchia per sperare di arrivare ad aprire le trattative con l’Iran. Intanto la Thailandia ha raggiunto un accordo con l'Iran per consentire alle petroliere thailandesi il passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il primo ministro thailandese, Anutin Charnvirakul.

PUNTI CHIAVE

15:40

Iran: attacco missilistico in centro Israele, bilancio sale a 11 feriti

13:07

Uccisi tre giornalisti in Libano

10:31

Iran: colpita nave Usa nei pressi dell'Oman

15:40

Iran: attacco missilistico in centro Israele, bilancio sale a 11 feriti

È salito a 11 feriti il bilancio dell'attacco missilistico iraniano che ha colpito il centro di Israele. Il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom ha riferito che 11 persone sono rimaste leggermente ferite a Eshtaol, vicino Gerusalemme. Alcune sono state ferite dall'impatto dell'esplosione, altre mentre correvano verso i rifugi. Tra i feriti, secondo i medici, ci sono un uomo di 75 anni il cui tetto è crollato e un uomo di 47 anni la cui porta d'ingresso è stata divelta dall'esplosione.

15:07

Iran: Mezzaluna Rossa, in attacchi di Usa e Israele danneggiati oltre 93.000 edifici civili

Oltre 93.000 edifici civili sono stati danneggiati in Iran dagli attacchi aerei di Israele e Stati Uniti. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa iraniana. Sul totale delle strutture colpite, 71.547 erano abitazioni e 20.779 erano edifici commerciali. Solo a Teheran, 31.562 unità residenziali e commerciali sono state danneggiate. I raid hanno colpito anche i servizi essenziali: le autorità hanno registrato danni a 295 strutture sanitarie e di emergenza e a 600 scuole. Inoltre, la Mezzaluna Rossa ha riferito che sono stati danneggiati anche 48 veicoli di emergenza operativi e 46 ambulanze, insieme a tre elicotteri di soccorso per le operazioni di emergenza.

14:42

Araghchi: "Richieste irragionevoli Usa sono ostacolo alla fine della guerra"

"Il principale ostacolo alla fine della guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran risiede nel comportamento contraddittorio e nelle richieste irragionevoli della parte americana". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo: "Le azioni e le dichiarazioni incoerenti degli americani hanno accresciuto lo scetticismo sulla loro disonestà". Secondo l'agenzia Isna, Araghchi ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan oggi, nel corso della quale quest'ultimo ha espresso la disponibilità del suo Paese a svolgere un ruolo costruttivo nella risoluzione dell'attuale crisi.

13:40

Zelensky arrivato in Qatar: "Aperti a sostenere paesi che vogliono lavorare con noi per la sicurezza"

Volodymir Zelensky è arrivato in Qatar. "La sicurezza reale è costruita sulla partnership. Diamo valore a tutti e rimaniamo aperti a sostenere tutti coloro che sono pronti per lavorare insieme a questo obiettivo", ha aggiunto in un post su X dopo che, negli Emirati arabi uniti, ha sottoscritto un accordo di cooperazione nella sicurezza e nella difesa.

13:07

Uccisi tre giornalisti in Libano

Un raid aereo israeliano ha colpito una macchina sulla strada di Jezzine, nel sud del Libano, uccidendo cinque persone, di cui tre giornalisti. Ali Choeib, giornalista di al-Manar TV, suo figlio, un videografo, così come Fatima Ftouni, giornalista di al-Mayadeen TV, e suo fratello, anch'egli videografo, sono rimasti uccisi, secondo quanto riferito da Al-Mayadeen TV. L'attacco è stato confermato anche dal quotidiano L'Orient Le Jour, sottolineando che per la prima volta dalla ripresa delle ostilità contro Hezbollah, a inizio marzo, un raid israeliano ha colpito un veicolo in circolazione.

12:41

Unicef: oltre 370mila bambini sfollati in Libano

"In sole tre settimane, più di 370.000 bambini sono stati costretti a lasciare le proprie case in Libano, in media almeno 19.000 ragazze e ragazzi sono sfollati ogni giorno. Per rendersi conto della portata del fenomeno, è come se ogni 24 ore centinaia di scuolabus pieni di bambini scappassero per salvarsi la vita". E' quanto afferma in una nota Marcoluigi Corsi, rappresentante dell'Unicef in Libano. In meno di un mese, circa il 20% della popolazione del Libano è stata sfollata, ha aggiunto, sottolineando che "la rapidità e la portata di questo fenomeno sono sconcertanti". In tutto il Paese, oltre 1 milione di persone si trovano ora sfollate, molte delle quali per la seconda, terza o addirittura quarta volta. Si tratta di uno sfollamento di massa improvviso e caotico, che sta separando le famiglie e svuotando intere comunità, con conseguenze che si faranno sentire a lungo anche dopo che la violenza si sarà placata, sottolinea l'Unicef. 

11:59

Pasdaran lanciano raid su sito sistemi anti-droni ucraini Dubai

I Pasdaran iraniani hanno annunciato di avere colpito un deposito di sistemi anti-drone ucraini negli Emirati Arabi Uniti. "Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha distrutto un deposito di sistemi anti-drone riconducibili all'Ucraina, realizzato a Dubai per supportare l'esercito statunitense e dove si trovavano anche 21 ucraini", si legge in una nota riportata dai media iraniani. "Non si conosce il destino dei militari ucraini presenti, che probabilmente sono rimasti uccisi", si spiega.

11:09

Iran: comando militare, presi di mira due nascondigli dell'esercito Usa con 500 militari

Nelle ultime ore l'esercito iraniano ha preso di mira con missili e droni due "nascondigli dell'esercito statunitense", che ospitavano in totale circa 500 persone. Lo ha riferito Ebrahim Zolfaghari, il portavoce di Khatam al Anbiya, il comando operativo militare dell'Iran. Secondo quanto riferito, nel primo nascondiglio erano rifugiate 400 persone e nel secondo - situato a Dubai - circa 100. Khatam al Anbiya riferisce di morti e feriti tra i militari statunitensi, senza precisarne il numero.

10:16

Iran: Houthi minacciano chiusura Stretto Bab al-Mandab

La chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è "tra le opzioni" delle azioni che gli Houthi intendono attuare a sostegno dell'Iran. A lanciare l'avvertimento è stato Mohammed Mansour, un alto funzionario del ministero della propaganda Houthi. In un'intervista al canale Al-Araby del Qatar, il leader ha dichiarato che "ci stiamo coordinando con i nostri fratelli dell'asse della resistenza riguardo al nostro ingresso in guerra. La nostra responsabilità nei confronti dell'Iran e di Hezbollah è morale e religiosa. Stiamo gestendo questa battaglia gradualmente e la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è tra le nostre opzioni. La resistenza yemenita è giunta alla conclusione che oggi è il momento di intervenire". Bab al-Mandab è uno stretto situato tra lo Yemen e i paesi africani di Gibuti ed Eritrea; consente alle navi mercantili provenienti dall'Asia e dall'Africa di raggiungere la regione del Mediterraneo e da lì anche l'America.

10:09

Abu Dhabi: sei feriti in un attacco iraniano

Il bilancio dei feriti dell'attacco missilistico avvenuto questa mattina ad Abu Dhabi è salito da cinque a sei. Un cittadino pakistano è rimasto ferito a causa della caduta di detriti nelle vicinanze della zona economica Khalifa di Abu Dhabi, in seguito all'intercettazione di un missile balistico da parte dei sistemi di difesa aerea. L'attacco ha provocato tre incendi nella zona, che sono stati domati.

09:46

Iran: Emirati, sicurezza duratura non soluzione temporanea

Gli emirati Arabi Uniti hanno invocato una soluzione reale e duratura per la regione, non misure tampone che lasceranno il caos negli anni a venire. A sottolinearlo e' stato Anwar Gargash, consigliere del presidente Mohammed bin Zayed. "Alcuni organi di stampa si sono spinti troppo oltre nell'interpretare la posizione degli Emirati Arabi Uniti, che deve essere contestualizzata correttamente", ha scritto su X. "Da settimane siamo vittime di una brutale aggressione iraniana, che prende di mira la nostra stessa esistenza e le nostre infrastrutture vitali, minacciando la vita dei civili. Stiamo affrontando questa aggressione con fermezza ed efficienza, perche' difendere la sovranita' e la patria e' al tempo stesso un onore e una responsabilita'", ha spiegato. "Ribadiamo tuttavia la nostra convinzione che una soluzione politica debba garantire una sicurezza duratura per la regione, non soluzioni temporanee che riproducano l'instabilita' per i decenni a venire", ha sottolineato

09:37

Idf: distrutti vari siti legati al programma nucleare iraniano

Le forze di difesa di Israele (Idf) hanno distrutto vari siti legati allo sviluppo del programma nucleare dell'Iran, in tre aree del Paese, con un'operazione che ha coinvolto oltre 50 jet da combattimento dell'areonautica. Lo ha reso noto l'Idf, aggiungendo che oltre ai siti di produzione di armi è stato distrutto anche l'impianto di acqua pesante di Arak, considerato "un sito di produzione chiave per armi nucleari al plutonio", e uno stabilimento a Yazd utilizzato per produrre materiale esplosivo necessario al processo di arricchimento dell'uranio. Gli attacchi, riferisce l'Idf, sono durati diverse ore, e hanno preso di mira anche un sito di produzione militare usato per la fabbricazione di armi, un sito del ministero della Difesa iraniano usato per lo sviluppo di esplosivi, e un sito per la produzione di missili balistici.

09:17

Colloqui a Islamabad fissati per lunedì

Il Pakistan ospiterà la prossima settimana colloqui con Arabia Saudita, Egitto e Turchia sulla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato all'Afp un alto funzionario del ministero degli Esteri pakistano. "Lunedì ospiteremo un incontro quadrilaterale", ha dichiarato il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo, aggiungendo che la composizione esatta della rappresentanza non è stata ancora confermata. Secondo quanto riferito, le delegazioni dovrebbero arrivare in Pakistan entro domani sera. Il Pakistan è emerso come un facilitatore chiave tra Iran e Stati Uniti, man mano che il conflitto si protrae, fungendo da intermediario per i messaggi tra le due parti

09:15

15 soldati Usa feriti in Arabia Saudita

Sono almeno 15 i soldati americani rimasti feriti nell'attacco iraniano alla base Prince Sultan, in Arabia Saudita. Lo riporta l'Associated Press. Cinque militari sono in gravi condizioni. Teheran avrebbe lanciato sei missili balistici e 29 droni per colpire la base. Oggi è arrivata anche la notizia della morte del sergente Benjamin N. Pennington, 26 anni, ferito il primo marzo

08:42

Gli Houthi rivendicano attacco contro Israele

Gli Houthi rivendicano il loro primo attacco contro Israele dall'inizio della guerra. Il gruppo politico e militare sciita fa sapere che le "operazioni militari continueranno finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi".

08:19

Iran: 5 morti in un attacco Usa-Israele nel Lorestan

Cinque persone sono morte e 35 sono rimaste ferite in un attacco statunitense e israeliano contro aree residenziali di Borujerd, nella provincia iraniana di Lorestan. Lo ha dichiarato il vice responsabile per la sicurezza del governatorato di Lorestan, a quanto riporta l'agenzia di stampa Tasnim. Secondo il dirigente locale, nelle prime ore di oggi diversi edifici residenziali di Borujerd sono stati colpiti da attacchi "sionisti e americani", provocando la distruzione di parti del tessuto abitativo e lasciando alcuni cittadini intrappolati sotto le macerie.

08:05

Thailandia: raggiunto con accordo con l'Iran sullo Stretto di Hormuz

La Thailandia ha raggiunto un accordo con l'Iran per consentire alle petroliere thailandesi il passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il primo ministro thailandese, Anutin Charnvirakul. "È stato raggiunto un accordo che consentirà alle petroliere thailandesi di transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz ", ha dichiarato in una conferenza stampa, aggiungendo che questo sviluppo attenuerà le preoccupazioni relative alle importazioni di carburante

08:01

Rubio: "La guerra durerà settimane non mesi"

"Siamo in linea o addirittura in anticipo rispetto alla tabella di marcia dell'operazione in Iran e prevediamo di concluderla al momento opportuno, nel giro di poche settimane, non di mesi": a fornire un'indicazione sulla durata del conflitto e' stato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, al termine della riunione con i colleghi del G7 nell'Abbazia di Vaux-de-Cernay, alle porte di Parigi. I capi delle diplomazie dei Sette hanno approvato una dichiarazione congiunta con cui hanno chiesto "la cessazione immediata degli attacchi contro la popolazione civile e le infrastrutture" nel conflitto mediorientale.

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