Traffici e triangolazioni belliche

Il grande affare delle guerre, così la Cina aggira i divieti

Russi, ucraini, houthi, iraniani. Le fabbriche di Pechino sono disposte a fare affari con tutti senza porsi troppe domande sulla destinazione finale o sull’impiego dei beni che esportano, nonostante siano spesso componenti dual use

Ogni guerra è una tragedia degradante. Eppure, spesso è proprio dai conflitti che le grandi potenze riescono a raggiungere un modello di interscambio commerciale in grado di sostenerle e farle crescere economicamente. La Cina non fa eccezione. Pechino, che ha fissato per il 2026 un obiettivo di crescita compreso tra il 4,5 e il 5 per cento – in calo rispetto all’espansione del 5 per cento dell’anno scorso – sa che uno dei suoi punti di forza sono le esportazioni: chip Ia o auto ibride ed elettri