Diario Europeo

La Bce e il déjà vu dell’aumento dei tassi. Così si affossa una crescita già anemica

La decisione dell’Eurotower era attesa ma non per questo meno problematica. E la giustificazione per la svolta restrittiva mostra come le nostre élites si siano rassegnate a considerare normale una dinamica che non consente sviluppo equilibrato e aumento del benessere sociale

L’aumento dei tassi della Bce era atteso ma non per questo meno problematico. La restrizione monetaria rischia di affossare ancora di più una crescita già anemica. Non solo, la giustificazione per la svolta restrittiva mostra come le nostre élites si siano rassegnate a considerare normale un tasso di crescita che non consente sviluppo equilibrato e aumento del benessere sociale

Tanto tuonò che piovve. Giovedì la Bce ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto, portando il tasso sui depositi al 2,25 per cento, la prima stretta monetaria dal settembre 2023. La decisione è stata giustificata con il fatto che la guerra in Iran genera pressioni inflazionistiche che, contrariamente a quanto era avvenuto nel 2022 con l’invasione dell’Ucraina, sarebbero globali. La Bce non si preoccupa solo dell’inflazione complessiva, attesa al 3 per cento per il 2026. l’inflazione c

Per continuare a leggere questo articolo