«Siamo pronti a fornire loro tutti i fatti», dice ancora Rumen Radev ai politici stranieri che hanno attaccato il suo Paese dopo i fatti del 2 agosto. L'amministratore dell'albergo a Bansko in cui alloggiavano i giovani ha detto che i danni arrecati dagli ospiti ammontano a circa 15 mila euro
«Prima di accusare la Bulgaria di antisemitismo, invito i politici stranieri di prendere conoscenza e attenersi ai fatti», ha detto ai giornalisti il premier della Bulgaria, Rumen Radev, a proposito dell’aggressione al gruppo di giovani ebrei italiani che sarebbe avvenuta lo scorso 2 agosto all’hotel di Pirin Ski & Spa di Bansko, citta tra le montagne della Bulgaria, a un paio d’ore da Sofia, come scritto da Domani che aveva riportato la versione del dipendente dell’hotel di turno durante quello che il premier bulgaro ha definito uno «scontro verbale». A dire del premier «il popolo bulgaro ha dimostrato nel corso dei secoli la sua tolleranza verso diverse etnie e religioni».
Radev ha ricordato che durante la Seconda guerra mondiale, la Bulgaria si è opposta agli ordini della Germania di Hitler e non permise la deportazione di oltre 50 mila ebrei bulgari nei campi di concentramento nazisti, «dando all'Europa una lezione morale che non va dimenticata».
«Vorrei invitare i politici stranieri che si sono affrettati a condannare la Bulgaria per antisemitismo, a causa dello scontro verbale tra gruppi di giovani a Bansko, a informarsi sui fatti prima di commentare. Siamo pronti a fornire loro tutti i fatti, ha continuato il primo ministro Radev. E «vorrei invitare tutti coloro che visitano il nostro Paese a rispettare le leggi, la dignità dei bulgari, la proprietà privata e a non danneggiarla, a comportarsi in modo decoroso per non creare tensioni con il loro comportamento».
L'amministratore dell'albergo a Bansko, Assen Levov, ha detto in televisione che i danni arrecati dagli ospiti italiani alla struttura alberghiera ammontano a circa 15 mila euro.
Nei giorni scorsi Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma, aveva stigmatizzato la violenza e l'aggressione verbale di un gruppo di naziskin con le magliette nere e il teschio che hanno cercato di forzare l'ingresso di un albergo dove si trovavano decine di adolescenti anche della Comunità Ebraica di Roma.
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