A Tumbler Ridge una donna ha fatto irruzione in una scuola dopo aver ucciso due persone in un appartamento vicino. Gli inquirenti, che hanno identificato la donna ma non ne hanno diffuso le generalità, sono al lavoro per comprendere il movente. «Si tratta di una tragedia inimmaginabile» ha commentato il premier della Columbia Britannica
Dieci morti e 27 feriti, di cui due in condizioni critiche. È questo il bilancio della sparatoria in una scuola di Tumbler Ridge, in Canada. La Royal Canadian Mounted Police ha comunicato che sei delle vittime sono state ritrovate all’interno della scuola, una è deceduta durante il trasporto in ospedale mentre altre due sono state trovate uccise in un’abitazione che gli inquirenti ritengono collegata alla strage. L’attentatrice, una donna di cui non sono state ancora rese note le generalità, si sarebbe tolta la vita all’interno di un’aula.
Alle 13:20 la Royal Canadian Mounted Police ha diffuso il primo avviso pubblico: «Active shooter» alla Tumbler Ridge Secondary School. Un messaggio che ha immediatamente fatto scattare la procedura d’emergenza nella cittadina canadese con la richiesta ai residenti di rimanere in luoghi chiusi fino a nuove istruzioni.
Le pattuglie sono intervenute in pochi minuti, affiancate da unità specializzate, mentre all’interno della scuola, frequentata da 175 studenti, scattavano le procedure di emergenza previste dal protocollo. Gli studenti, stando alle prime testimonianze, si sarebbero messi in salvo barricandosi nelle classi insieme agli insegnanti, spegnendo le luci e bloccando le porte con arredi, come previsto nei casi di lockdown.
Ferita autoinflitta
Gli agenti hanno fatto ingresso nell’edificio, per mettere in sicurezza gli ambienti e verificare la presenza di eventuali ulteriori minacce prima di permettere l’ingresso dei paramedici per prestare i primi soccorsi e il trasferimento dei casi più gravi verso strutture ospedaliere attrezzate. Per far fronte alla situazione, l’autorità sanitaria Northern Health ha attivato il piano per maxi emergenze, limitando temporaneamente le attività ordinarie per concentrare risorse sul soccorso.
Nel corso del pomeriggio la polizia ha confermato che l’attentatrice è stata trovata senza vita all’interno della scuola per una «ferita autoinflitta» e che non risultavano altri sospetti in fuga. Parallelamente sono state però avviate verifiche in una seconda località, un’abitazione privata vicino alla scuola, dove sono state rinvenute due vittime. Secondo le prime informazioni la donna avrebbe colpito in quell’appartamento prima di entrare in azione alla scuola. Il bilancio finale è di dieci morti, compresa l’attentatrice, e 27 feriti. Tra questi almeno due sarebbero in condizioni critiche e sono stati trasportati in ospedale in elicottero. Le autorità non hanno al momento comunicato le generalità delle persone coinvolte.
Massimo riserbo
Mentre proseguono i rilievi scientifici tra la scuola e l’abitazione, l’indagine è stata formalmente affidata alla sezione major crime della polizia della Columbia Britannica che mantiene al momento il massimo riserbo sui dettagli della vicenda. Gli inquirenti stanno ricostruendo gli spostamenti dell’attentatrice e cercano di capire l’esatto legame tra i due luoghi della tragedia.
L’identità della donna è nota alle autorità ma non è stata ancora resa pubblica; nessun dettaglio ufficiale su età, precedenti o tipo di arma utilizzata. Resta da capire anche il movente della strage, sui cui al momento gli inquirenti non sembrano avere informazioni. «Penso che faremo fatica a capire perché è successo – ha dichiarato in conferenza stampa il capo della polizia distrettuale, Ken Floyd – ma faremo del nostro meglio».
Il primo ministro canadese Mark Carney si è detto «devastato» e ha annunciato che non si recherà a Monaco per la Conferenza sulla Sicurezza, prevista questo fine settimana. «È una tragedia inimmaginabile che avrà ripercussioni negli anni a venire» ha commentato il premier della Columbia Britannica, David Eby, esprimendo la sua vicinanza alle famiglie coinvolte mentre da tutto il mondo sono arrivati messaggi di solidarietà alla comunità colpita. In una nota del Quirinale, anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso «partecipe solidarietà al dolore delle famiglie dinanzi a un gesto di così brutale violenza perpetrato in una scuola».
Le scuole della zona e il Northern Lights Collegee resteranno chiusi per l’intera settimana mentre sono stati attivati servizi di consulenza psicologica per studenti, docenti e famiglie. Nella piazza principale di Tumbler Ridge, intanto, si moltiplicano fiori e candele in attesa di capire il perché di una violenza che ha travolto la comunità. E su Facebook è apparso il grido di dolore di una delle insegnanti della scuola: «Non auguro a nessun bambino in età scolare di dover passare attraverso quello che i miei studenti hanno passato. La nostra società è malata».
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