Il flusso di arrivi a Ceuta continua senza interruzioni. Secondo quanto ha riferito il presidente dell'enclave spagnola in Marocco, Juan Jesus Vivas, nelle ultime 24 ore sarebbero entrate, via mare o via terra, circa 60 mila persone, che corrispondono circa 70% della popolazione di Ceuta: «La situazione è insostenibile.  È come se in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone. Una cifra che indica che è assolutamente impossibile assimilare questa pressione», ha aggiunto Vivas, dopo la riunione con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. 

Il bilancio delle vittime tra chi ha provato ad attraversare a nuoto la frontiera, nel frattempo, è salito a 34, fa sapere sempre il presidente della città autonoma. 

«Ci facciamo carico dell'angoscia che stanno vivendo i ceuti», ha detto Sanchez,  durante l’incontro a cui ha partecipato anche il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlask. Come riposrta Ceuta tv, l'arrivo del premier spagnolo è stato accompagnato da un folto gruppo di cittadini che ha protestato per la gestione della crisi migratoria: numerosi residenti si sono radunati intorno al municipio sventolando striscioni con messaggi come: «Questi pagliacci ci hanno tradito».

Anche le autorità di Melilla, l’altra città autonoma spagnola confinante con il Marocco hanno reso noto che tra le 300/400 persone sono arrivate ieri.

L'Associazione marocchina per i diritti umani (Amdh), ha denunciato che nelle prime ore di oggi centinaia di persone hanno dato a scontri lungo le frontiere tra il Marocco e le città spagnole di Ceuta e Melilla durante nuovi tentativi di ingresso. L'Amdh riferisce inoltre che «nei pressi del punto di frontiera di Beni Nsar, a Nador, si sono verificati violenti scontri tra le forze dell'ordine e centinaia di giovani, tra cui molti minorenni», che hanno cercato di entrare a Melilla «sia attraverso la barriera di recinzione di confine sia dal porto».

Secondo quanto riporta El Pais, però, nelle ultime ore ci sarebbero anche centinaia di migranti che starebbero rientrando in Marocco. La testata racconta di giovani appena arrivati che non riescono a trovare un posto dove dormire o cibo perché i negozi e i bar servono solo i residenti di Ceuta. Alcuni denunciano anche maltrattamenti da parte degli abitanti che li prendono a sassate e li minacciano con le armi.

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