«Una cifra che indica che è assolutamente impossibile assimilare questa pressione», ha detto il presidente della città autonomia a Sanchez. Ma secondo fonti del ministero dell’Interno spagnolo moltissimi stanno rientrando in Marocco per mancanza di cibo, posti dove dormire e per i maltrattamenti. Il Viminale annuncia la sospensione dell’accordo di Schengen
Il flusso di arrivi a Ceuta continua senza interruzioni. Secondo quanto ha riferito il presidente dell'enclave spagnola in Marocco, Juan Jesus Vivas, nelle ultime 24 ore sarebbero entrate, via mare o via terra, circa 60 mila persone, che corrispondono circa 70% della popolazione di Ceuta: «La situazione è insostenibile. È come se in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone. Una cifra che indica che è assolutamente impossibile assimilare questa pressione», ha aggiunto Vivas, dopo la riunione con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.
Il bilancio delle vittime tra chi ha provato ad attraversare a nuoto la frontiera, nel frattempo, è salito ad almeno 57.
«Ci facciamo carico dell'angoscia che stanno vivendo i ceuti», ha detto Sanchez durante l’incontro a cui ha partecipato anche il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlask. Come riporta Ceuta tv, l'arrivo del premier spagnolo è stato accompagnato da un folto gruppo di cittadini che ha protestato per la gestione della crisi migratoria: numerosi residenti si sono radunati intorno al municipio sventolando striscioni con messaggi come: «Questi pagliacci ci hanno tradito». Il premier ha annunciato un rafforzamento della presenza delle forze di sicurezza in città, il dispiegamento di una barriera di contenimento in mare e l'accelerazione dei rimpatri dei migranti entrati illegalmente, oltre alla prosecuzione della collaborazione con le autorità marocchine contro le reti di trafficanti di esseri umani.
Anche le autorità di Melilla, l’altra città autonoma spagnola confinante con il Marocco hanno reso noto che tra le 300/400 persone sono arrivate ieri.
L'Associazione marocchina per i diritti umani (Amdh), ha denunciato che nelle prime ore di oggi centinaia di persone hanno dato a scontri lungo le frontiere tra il Marocco e le città spagnole di Ceuta e Melilla durante nuovi tentativi di ingresso. L'Amdh riferisce inoltre che «nei pressi del punto di frontiera di Beni Nsar, a Nador, si sono verificati violenti scontri tra le forze dell'ordine e centinaia di giovani, tra cui molti minorenni», che hanno cercato di entrare a Melilla «sia attraverso la barriera di recinzione di confine sia dal porto».
Nelle ultime ore ci sarebbero però migliaia di migranti che starebbero rientrando in Marocco. Addirittura 48.300 avrebbero già fatto rientro, secondo fonti del ministero dell'Interno. El Pais racconta di giovani appena arrivati che non riescono a trovare un posto dove dormire o cibo perché i negozi e i bar servono solo i residenti di Ceuta. Alcuni denunciano anche maltrattamenti da parte degli abitanti che li prendono a sassate e li minacciano con le armi.
L’Italia sospende Schengen
Il ministero dell'Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione è giunta dopo la riunione del Comitato analisi sull'immigrazione e sicurezza delle frontiere presieduto dal ministro Matteo Piantedosi. Nella nota del ministero si fa riferimento anche un un confronto telefonico tra Piantedosi e l'omologo francese Laurent Nunez, in cui «è stata stata condivisa l'opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell'ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia».
La decisione era stata preannunciata dalla presidente Giorgia Meloni: «Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei». «L'Italia non resterà a guardare – aveva aggiunto – Stiamo convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna».
Reazioni internazionali
La crisi ha avuto ripercussioni in tutti i principali paesi europei. Il ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez ha disposto il rafforzamento dei controlli alla frontiera con la Spagna e l'attivazione della Forza d'Intervento Rapido di Frontiera. Sul fronte tedesco, la co-presidente di AfD Alice Weidel ha parlato di 50mila attraversamenti illegali, sostenendo che la Germania è la meta finale di molti migranti e invocando controlli rigidi alle frontiere, fino a un'eventuale sospensione di Schengen, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz sostiene che «la protezione dei confini esterni dell'Ue è fondamentale per combattere l'immigrazione illegale. Sostengo l'intenzione della Spagna di non consentire ai migranti irregolari di entrare nel continente europeo. La direttiva Ue sui rimpatri deve essere attuata senza indugio».
Anche Bruxelles è intervenuta: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto la cessazione immediata degli attraversamenti pericolosi e lo smantellamento delle reti di trafficanti.
Da Washington, il presidente Trump coglie l’occasione per attaccare Sanchez: «Non sanno come fare». «Noi invece abbiamo il confine più sicuro al mondo. Se non fossimo al potere il nostro paese sarebbe invaso a livelli che hanno fatto sembrare la Spagna piccola».
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