Il reportage

«Oggi la Cisgiordania, poi tocca alla Siria»: la festa dei coloni al suono delle bombe

A migliaia al confine con la Striscia al grido di «Colonizzare Gaza!». Sullo sfondo le sagome dei palazzi distrutti di Beit Hanoun. Zahava Har Tuv, 20 anni: «Noi andiamo avanti con gli insediamenti, non importa se per la legge israeliana sono illegali»

A migliaia al confine con la Striscia al grido di «Colonizzare Gaza!». Sullo sfondo le sagome dei palazzi distrutti di Beit Hanoun. Zahava Har Tuv, 20 anni: «Noi andiamo avanti con gli insediamenti, non importa se per la legge israeliana sono illegali»

Yad Mordechai – Sono le otto del mattino a Yad Mordechai, a pochi metri dalla Striscia di Gaza, quando il sole inizia a illuminare le tende bianche dei coloni. A migliaia si sono dati appuntamento in questo piccolo lembo di terra in occasione della festa ebraica di Sukkot, che ricorda il viaggio del popolo ebraico nel deserto dopo l'uscita dall’Egitto. Si muovono lentamente, come un corpo unico, in una ripetizione di gesti automatica, consolidata dal tempo. Qui hanno montato le tende, guidato i