Tensioni sul commercio, mani tese sul dossier mediorientale («basta tensioni», dice Pechino), dialogo sull’Intelligenza artificiale. Su Taipei, la Cina vuole che il tycoon riduca drasticamente le forniture di armi. Intanto negli Usa c’è chi storce il naso per la «sfarzosa» accoglienza riservata al presidente cinese
Tensioni sul commercio, mani tese sul dossier mediorientale («basta tensioni», dice Pechino), dialogo sull’Intelligenza artificiale. Su Taipei, la Cina vuole che il tycoon riduca drasticamente le forniture di armi. Intanto negli Usa c’è chi storce il naso per la «sfarzosa» accoglienza riservata al presidente cinese
L’accoglienza lavish, sfarzosa, che Donald Trump ha preparato per Xi Jinping, in visita di Stato negli Stati Uniti, ha fatto storcere il naso alla lobby raccolta nell’orwelliano Comitato per la competizione strategica col Partito comunista cinese della Camera dei rappresentanti, vera e propria avanguardia della Guerra fredda 2.0. Secondo il Financial Times, il presidente americano, pur di compiacere l’ospite, avrebbe perfino «messo in gabbia i suoi falchi anti Cina», il segretario di Stato, Marc