L’atteggiamento coloniale e suprematista dei conservatori statunitensi ha radici profonde e ha guidato tanto la politica internazionale quanto quella economica e sociale, al punto da influenzare anche l’agenda della controparte “liberal”. Sostenere che il presidente Usa sia un’eccezione non corrisponde alla realtà, e aspettarsi che basti un’elezione di medio termine per cambiare rotta è pensiero magico
È d’uso che un esponente dell’opposizione commenti pubblicamente lo Stato dell’Unione che il presidente degli Stati Uniti pronuncia annualmente al Congresso. Il 4 marzo dello scorso anno era stata la senatrice Elissa Slotkin a controbattere al primo discorso di Donald Trump dopo la sua rielezione (delirante quanto quello di quest’anno). L’intervento della senatrice aveva acquisito una certa fama per una battuta: la relazione del presidente, secondo Slotkin, avrebbe fatto rivoltare proprio Ronald


