Il virus ha varcato i confini della Repubblica democratica del Congo. Due contagi e un decesso sono stati segnalati nel vicino Uganda. L’Africa Cdc (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) ha dichiarato l’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo «un’emergenza di sanità pubblica continentale»
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) convocherà il suo comitato di emergenza per valutare l’epidemia di Ebola esplosa nella Repubblica Democratica del Congo, che ha causato 131 morti e 513 casi sospetti.
«Una riunione del comitato di emergenza è prevista per oggi pomeriggio», ha detto un portavoce dell'Oms all’Afp. Domenica, il direttore generale dell'organizzazione ha dichiarato un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, il secondo livello di allerta più alto.
I casi sono quasi tutti concentrati nella Repubblica democratica del Congo (principalmente nelle zone sanitarie di Mongwalu, Rwampara e Bunia), il paese dal quale è partito l’alert. Ma il virus ha già varcato i confini e due contagi e un decesso sono stati segnalati anche nel vicino Uganda a Kampala. Per questo motivo l’Africa Cdc (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) ha dichiarato l’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo «un’emergenza di sanità pubblica continentale».
L’emergenza dichiarata per il Continente africano dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, in base alle raccomandazioni del Gruppo consultivo di emergenza (Ecg), autorizza l’organizzazione Africa Cdc a guidare e coordinare le risposte al virus.
L’agenzia esprime «profonda preoccupazione per l’alto rischio di diffusione regionale dovuto all'intenso movimento transfrontaliero di persone, alla mobilità legata alle attività minerarie, all’insicurezza nelle aree colpite, alla debolezza delle misure di prevenzione e controllo delle malattie, ai decessi nella comunità che si verificano al di fuori dei sistemi sanitari formali e alla vicinanza delle aree colpite al Ruanda e al Sud Sudan».
Il direttore generale dell’Africa Cdc, Jean Kaseya, ha evidenziato l’urgenza di un’azione continentale coordinata: «La conferma del virus in paesi interconnessi ci ricorda ancora una volta che la sicurezza sanitaria dell’Africa è indivisibile. Dobbiamo agire tempestivamente, agire insieme e agire sulla base della scienza».
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