L’allarme dell’Ue: «Repressione sistematica ed erosione democratica»

Tutta la Russia va a votare ma l’opposizione è bandita: «C’è la guerra nelle urne»

Non esiste dissenso nelle elezioni per il rinnovo della Duma: tutti in esilio o dietro le sbarre. I risultati sono scontati, trionfo certo per Russia Unita. Ma sarà comunque un test per valutare il malcontento derivante dalla crisi del carburante, dai blocchi di internet e dalla repressione

Prima è stata la volta del candidato indipendente Boris Nadezhdin, dichiarato agente straniero e spinto all’esilio. Poi è toccato al partito Yabloko, inizialmente registrato e poi eliminato dalla Corte suprema perché dichiaratamente contrario alla guerra e in forte ascesa. Diversi suoi leader e candidati sono stati arrestati. È così che la macchina elettorale ha preparato il terreno per le elezioni parlamentari russe: per tre giorni, da venerdì a domenica, 111 milioni di cittadini sono chiamati